SOStain, ai vini siciliani una marcia in più sui mercati scandinavi

SOStain, ai vini siciliani una marcia in più sui mercati scandinavi

PALERMO – I vini siciliani certificati SOStain avranno una marcia in più per fare breccia nei mercati monopolistici scandinavi. Il disciplinare della fondazione SOStain Sicilia ha, infatti, ottenuto il rating dello studio internazionale curato da Intertek per conto dei monopoli che in Svezia (Systembolaget), Norvegia (Vinmonopolet), Finlandia (Alko) e Islanda (Vinbudin) gestiscono, con criteri estremamente selettivi, la vendita degli alcolici. 

Il riconoscimento di Intertek si traduce nella conquista del più alto livello di competitività nelle gare di fornitura indette dalle società di proprietà statale per le importazioni nei quattro paesi nordici dove, per tradizione e cultura, è massima l’attenzione all’impatto ambientale dei prodotti anche da parte dei consumatori. 

SOStain è la prima e unica certificazione regionale italiana presa in considerazione dal report Intertek, tra le quarantuno quotate su scala mondiale. Tra queste ce ne sono anche tre nazionali tra cui le ministeriali SQNPI e VIVA.

SOStain, un modello virtuoso di collaborazione per la sostenibilità 

«Questo risultato rappresenta un importante riconoscimento – afferma Alberto Tasca, presidente della fondazione SOStain Sicilia – all’impegno collettivo della Fondazione SOStain Sicilia e dei vitivinicoltori siciliani che hanno scelto di collaborare alla costruzione di un modello virtuoso di sostenibilità. La forza del progetto sta nel lavoro di squadra, nella condivisione di valori e di pratiche tra produttori che, insieme, dimostrano come sia possibile generare un impatto positivo per l’ambiente, per la società e per l’economia del territorio. Essere inseriti nell’élite internazionale delle certificazioni di sostenibilità dai monopoli scandinavi non è solo motivo di orgoglio per la Sicilia, ma anche la prova che il nostro modello, aperto e replicabile, può diventare un punto di riferimento per altri territori, in Italia e nel mondo. È inoltre una grande opportunità strategica per promuovere i nostri vini, ambasciatori della Sicilia, in mercati dove l’attenzione all’ambiente è fondamentale. Per noi, prendersi cura del territorio significa integrare agricoltura, paesaggio e sviluppo economico e sociale in un sistema condiviso, capace di generare metodo e armonia per la comunità».

Una certificazione di sostenibilità tarata sulla Sicilia

SOStain è l’unico disciplinare a coniugare gli indicatori del programma ministeriale VIVA con altri nove requisiti, anche contestualizzati su base territoriale. Tra questi c’è l’uso di tecnologie energeticamente efficienti, il controllo del peso delle bottiglie, la gestione sostenibile del vigneto (per esempio, utilizzo del Disciplinare del Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata – SQNPI, razionalizzazione di consumo idrico, etc.), il divieto di diserbo chimico, la conservazione della biodiversità floristica e faunistica, l’impiego di materie prime locali, l’assenza di residui nei vini e la trasparenza nella comunicazione.

A SOStain Sicilia, associazione no profit di produttori vitivinicoli che ha l’obiettivo di orientare verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale i modelli di produzione e consumo del vino, ad oggi, aderiscono 44 aziende, di cui 34 hanno già conseguito la certificazione e il marchio SOStain. In totale si tratta di circa 23,6 milioni di bottiglie e 6.330 ettari di vigneti.

Le bottiglie leggere di SOStain per ridurre l’impronta carbonica

Uno dei requisiti qualificanti del programma SOStain, oltre al divieto di diserbo chimico, è il controllo del peso della bottiglia di vetro. Fattore spesso responsabile di oltre il 50% delle emissioni collegate a una bottiglia di vino. Su questo parametro le aziende SOStain hanno avuto una performance migliore rispetto alla media nazionale. Al risultato concorrono la produzione e l’impiego della speciale bottiglia leggera “Cento per cento Sicilia”, nata da una collaborazione con O-I e Sarco, con il successivo coinvolgimento dell’Anci. Questa bottiglia, già in uso per alcuni vini a marchio SOStain, ha un peso di appena 410 grammi (per il formato da 0,75 litri la media nelle aziende italiane certificate VIVA si attesta a 590 grammi) ed è ottenuta al 90% da vetro riciclato, raccolto per intero sul territorio siciliano. Circa 10 milioni gli esemplari realizzati a tutto il 2024, con un conseguente taglio della CO2 pari a 3.552 tonnellate.

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