Trame di Vino, lo Stagnone di Marsala racconta il suo futuro

Trame di Vino, lo Stagnone di Marsala racconta il suo futuro

MARSALA (TP) – Non più soltanto uno dei paesaggi più iconici della Sicilia occidentale, ma un vero distretto vitivinicolo d’eccellenza. È questa la visione che ha animato “Trame di Vino”, l’iniziativa promossa da Feudo Stagnone, la linea enologica di alta gamma di Cantine Birgi (una tra le più longeve cantine sociali della Sicilia) che il 5 e 6 giugno ha riunito buyer, giornalisti e operatori del settore per raccontare una nuova identità del territorio marsalese.

Lo Stagnone oltre la cartolina

L’appuntamento arriva in una fase particolarmente significativa per l’area dello Stagnone, attualmente interessata dalla candidatura a Riserva della Biosfera MaB Unesco. L’obiettivo del progetto è valorizzare il territorio come motore di sviluppo capace di coniugare eccellenza produttiva, tutela ambientale e accoglienza.

Per quel che riguarda la valorizzazione del vino figlio più noto di questa zona – il Marsala Doc, appunto – le Uga – Unità Geografiche Aggiuntive – recentemente proposte all’interno della Doc dovrebbero poter fare la differenza. Le quattro aree individuate sono Lo Stagnone, Triglia, San Nicola e l’Altopiano dei Bagli. «Si tratta di territori che esprimono caratteristiche produttive differenti e che possono contribuire a rafforzare la riconoscibilità della denominazione», sottolinea Figlioli.

Un ecosistema unico nel Mediterraneo

I 400 ettari di Feudo Stagnone si estendono tra Marsala e Trapani. Sono immersi in un paesaggio che rappresenta un unicum nel panorama mediterraneo. Qui l’eredità dell’antica Mozia fenicia convive con le saline storiche e i mulini a vento, dando vita a un ambiente in cui la viticoltura assume anche il ruolo di custode del territorio.

I suoli sabbiosi ricchi di sali minerali e sedimenti marini, insieme alle brezze costanti provenienti dalla laguna, contribuiscono a plasmare vini dalla forte identità territoriale. Una produzione che nasce dall’incontro tra luce, vento e mare e che trova nella “Via del Sale” una delle sue espressioni più autentiche.

Il vino come interprete della laguna

Tra i protagonisti del percorso di valorizzazione dei vini dello Stagnone figura Giuseppe Figlioli, direttore tecnico delle Cantine Birgi e presidente di Assoenologi. Secondo Figlioli, “Trame di Vino” rappresenta una tappa importante di un percorso che mette al centro il valore autentico dello Stagnone. Un territorio che non è soltanto un paesaggio straordinario, ma un ecosistema produttivo capace di generare vini riconoscibili, contemporanei e profondamente mediterranei. Il vino, in questa visione, diventa il principale interprete della biodiversità, della cultura e dell’identità della laguna.

Giuseppe Figlioli

Dalle saline ai vigneti

L’evento dedicato a buyer e giornalisti ha alternato momenti di approfondimento e attività sul territorio. Il programma ha previsto una visita alle storiche Saline Ettore e Infersa e diverse esperienze tra i filari.

Momento centrale è stata la masterclass guidata dal giornalista enogastronomico Andrea Amadei, dedicata alle potenzialità evolutive dei vini prodotti nell’area dello Stagnone. Un’occasione per evidenziare come il dialogo tra venti marini e suoli vicini alla laguna contribuisca a definire un’impronta stilistica distintiva.

Andrea Amadei

I vitigni autoctoni protagonisti

Il percorso degustativo fatto di nove vini – un metodo classico, quattro bianchi, tre rossi e un perpetuo (Marsala pre-british) – ha messo al centro alcuni tra i più rappresentativi vitigni autoctoni siciliani: Grillo, Lucido, Nerello Mascalese e Perricone.

Una scelta che riflette la filosofia produttiva di Feudo Stagnone, orientata alla valorizzazione della biodiversità viticola della Sicilia occidentale e alla promozione delle molteplici espressioni del territorio.

Una sfida che guarda ai mercati

La strategia punta anche a intercettare una domanda sempre più orientata verso vini autentici e fortemente identitari. Come evidenziato dal direttore commerciale Salvatore Marino, l’obiettivo è costruire una proposta capace di valorizzare la straordinaria ricchezza viticola della Sicilia occidentale attraverso prodotti contemporanei e di grande personalità.

L’incontro con buyer e giornalisti ha confermato il nuovo corso di Feudo Stagnone, che punta a trasformare il vino in uno strumento di rigenerazione territoriale. “Trame di Vino” rappresenta così una tappa di un progetto di lungo periodo che guarda allo Stagnone come futura meta internazionale per una viticoltura consapevole, tecnicamente avanzata e profondamente legata alla tutela della biodiversità.

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