Carrubo, la sfida siciliana tra agricoltura e sostenibilità
Per troppo tempo è rimasto ai margini, quasi nascosto dietro il valore paesaggistico dei suoi alberi monumentali. Ora il carrubo prova a riprendersi un ruolo agricolo ed economico. Nel Sud-Est della Sicilia, dove tra Ragusa e Siracusa i carrubeti fanno parte integrante del paesaggio rurale, nasce Carruba Food Days, un progetto che punta a costruire una rete attorno a una coltura antica e, allo stesso tempo, sorprendentemente attuale. La sfida non riguarda soltanto la carruba come alimento. Al centro c’è il carrubeto, con le sue caratteristiche di rusticità e resilienza, e la necessità di valorizzare una filiera capace di collegare agricoltura, trasformazione, ricerca e consumo.
Una coltura che parte dal territorio
Il Ceratonia siliqua L. è una specie sempreverde che si adatta a condizioni pedoclimatiche marginali e cresce anche su terreni rocciosi. È anche una pianta resiliente alla siccità e, superata la fase ai attecchimento dei primi anni successivi all’impianto, capace di svilupparsi anche in assenza di concimazioni mirate. Tutte caratteristiche che riportano l’attenzione su una risorsa agricola profondamente legata al territorio.
Valorizzare la carruba, dunque, significa anche mantenere in produzione e al centro del racconto quei carrubeti che, insieme ai muretti a secco, definiscono una parte riconoscibile del paesaggio ibleo.

Dall’albero al baccello, una filiera da costruire
Il progetto nasce dalla volontà di mettere in connessione i diversi anelli della filiera. Produttori agricoli, trasformatori, aziende alimentari, chef, pasticceri, maestri gelatieri, nutrizionisti e ricercatori sono chiamati a confrontarsi attorno a una materia prima che può essere utilizzata in forme diverse.
L’obiettivo dichiarato è valorizzare ogni parte del baccello, dal seme alla polpa, e contemporaneamente dare maggiore visibilità alle aziende che già lavorano la carruba. Pasta, dolci, conserve, salse e liquori raccontano una capacità di trasformazione che parte dalla tradizione ma guarda anche a prodotti innovativi.
Il carrubeto come responsabilità agricola
La prospettiva del progetto emerge anche dall’esperienza personale dei suoi fondatori, Francesco Dammicco e Serenella Presutti, romani di nascita ma siciliani d’adozione. Dopo l’acquisto di Casa Cella e del relativo terreno nei pressi di Modica, Serenella Presutti racconta di aver percepito la presenza del carrubeto non semplicemente come un bene da gestire, ma come una responsabilità verso il territorio, la cultura e la storia locale.

È un cambio di prospettiva significativo: l’albero non viene considerato soltanto per il frutto, ma come elemento di un sistema agricolo e paesaggistico da preservare. La sua naturale resilienza viene così associata alla possibilità di costruire attorno alla carruba una nuova narrazione della sostenibilità agricola.
Una rete oltre i confini degli Iblei
Carruba Food Days nasce nel Ragusano ma non vuole rimanere confinato alla Sicilia. La piattaforma digitale punta infatti a coinvolgere altre realtà produttive italiane, allargando progressivamente la rete e portando la carruba a un pubblico più ampio.
La comunicazione diventa quindi uno strumento per avvicinare mondi che normalmente procedono separati: chi coltiva, chi trasforma, chi studia e chi utilizza il prodotto. È anche la strada individuata dai promotori per riportare la carruba nelle abitudini alimentari contemporanee.
Dal digitale al campo
Il portale è soltanto il primo passo. Carruba Food Days prevede infatti di trasformare la rete digitale in iniziative concrete e momenti di confronto. Il prossimo appuntamento indicato dal progetto è l’evento omonimo, previsto nell’autunno del prossimo anno nel Ragusano, con il coinvolgimento di operatori Ho.Re.Ca., agricoltori, ricercatori, accademici ed esperti.
La direttrice del progetto è segnata: riportare il carrubo dal ruolo di semplice elemento del paesaggio a quello di protagonista di una filiera. Un percorso che parte da un frutto antico, ma prova a misurarsi con una delle questioni più attuali dell’agricoltura: come trasformare le risorse resilienti dei territori in nuove opportunità produttive, senza spezzare il legame con la loro storia.
