Crisi apicoltura siciliana, proposta di legge all’Ars di Attiva Sicilia

Crisi apicoltura siciliana, proposta di legge all’Ars di Attiva Sicilia
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Un aiuto economico agli apicoltori per l’acquisto di nutrimento per le api. Lo prevede il disegno di legge presentato all’Ars dal gruppo Attiva Sicilia con l’obiettivo di sostenere le oltre 2 mila aziende siciliane che fronteggiano una gravissima crisi produttiva.

Com’è noto, gli apicoltori siciliani hanno dovuto registrare un calo produttivo mai visto. Nel 2020, dalle arnie siciliane si è ricavato solo meno della metà del miele prodotto nel 2019. Per molti apicoltori – e non si tratta di casi sporadici – l’abbattimento della produzione è arrivato a toccare punte del 70-80%. «La ridotta produzione di miele – spiega Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia – sta determinando l’impossibilità da parte delle api di autoalimentarsi e la conseguente necessità di apportare alimentazione artificiale da parte degli apicoltori che dunque subiscono ulteriori aggravi sui bilanci economici aziendali. Inoltre, il settore apistico siciliano si trova a fronteggiare numerose difficoltà: dall’infestazione di svariate tipologie di parassiti, al massiccio uso di fitofarmaci e diserbanti in agricoltura che in passato hanno messo in pericolo la stessa sopravvivenza dell’Apis mellifera».

La Sicilia, secondo la Banca Dati Apistica nazionale, è preceduta solamente da Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna come numero di aziende, alveari (140 mila quelli dichiarati) e miele prodotto. Ma l’apicoltura isolana è al primo posto, con ampio distacco dalle altre realtà nazionali, per quantità di sciami (tra 90 e 120 mila) forniti per l’impollinazione nelle serre. 

Apicoltori siciliani finora esclusi da tutti gli aiuti

Fin dalla scorsa primavera il comparto siciliano ha denunciato una crisi epocale. Ma è rimasto, comunque escluso sia dagli aiuti nazionali destinati all’apicoltura (il riferimento è quello inserito in fase di conversione del Decreto sostegni bis) e che da quelli regionali previsti per fronteggiare l’emergenza Covid e rivolti ai comparti agricoli e alle imprese in difficoltà. 

«Il gruppo Attiva Sicilia – ricorda Foti – ha presentato numerosi atti ancora non presi in considerazione dal governo regionale. L’ultimo in ordine di tempo è il sollecito a riconoscere che tra i danni provocati dalla emergenza incendi sia incluso anche quello agli apicoltori. Senza interventi si rischia la morte di migliaia di api».

Nel disegno di legge presentato da Attiva Sicilia, è previsto che l’Assessorato regionale dell’agricoltura conceda aiuti per il rimborso delle spese sostenute dagli apicoltori nel periodo dall’1 marzo 2021 al 15 settembre 2021 per l’acquisto di prodotti adeguati all’alimentazione di soccorso delle api. Il requisito è l’iscrizione all’Anagrafe apistica nazionale e il possesso di partita Iva agricola. Il ddl individua come spesa per l’anno 2021 di 400 mila euro da risorse del bilancio regionale.

Possibile usare i fondi comunitari?

A giugno scorso l’ex assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, aveva proposto una strada alternativa per aiutare gli apicoltori siciliani in crisi. «Conoscendo la sensibilità del Governo regionale e avendo precisa contezza della capacità del dipartimento agricoltura della regione siciliana – aveva detto in una notta diffusa alla stampa – suggerisco di attivare, immediatamente, l’iter di modifica dell’attuale Psr (cosa che già negli scorsi anni abbiamo realizzato più volte, con successo, andando incontro, concretamente, ad alcune emergenze che attanagliavano comparti importanti della nostra agricoltura), creando la sottomisura 10.1.i “Apicoltura per la preservazione della biodiversità”, che consentirebbe di poter erogare aiuti economici che, in base alle economie presenti e ai fondi assegnabili, potrebbero avere importi da 22 a 40 euro ad alveare, con tetti di di 20-30 mila euro, per ogni singola azienda». Questa proposta, se percorribile, avrebbe potuto sostenere concretamente le aziende del comparto apistico siciliano, attraverso l’impiego di fondi comunitari e senza gravare sul bilancio regionale.

L’allarme dell’Ispra su api e insetti pronubi

Nel frattempo, anche a livello nazionale si guarda con attenzione ai problemi e alle difficoltà dell’apicoltura. «L’allarme lanciato dall’Ispra, secondo cui il 9% circa delle specie di api e farfalle è a rischio estinzione, non deve rimanere inascoltata. Ben coscienti del valore economico del servizio di impollinazione animali, stimato per il nostro Paese in 3 miliardi di euro, continueremo nell’impegno parlamentare di sostenere un settore cruciale per l’agricoltura nazionale», ha dichiarato il deputato Paolo Parentela, esponente M5S in commissione Agricoltura, alla luce del rapporto Ispra ‘Piante e insetti impollinatori: un’alleanza per la biodiversità’.

«Nei prossimi provvedimenti – ha poi aggiunto -, ci adopereremo per ristorare gli apicoltori italiani in maniera ancor più efficiente rispetto all’ultimo stanziamento di 5 milioni di euro previsto nel Sostegni Bis, misure che accompagneremo con strumenti di semplificazione del settore. Questi fondi si aggiungono a quelli previsti in Legge di Bilancio per progetti di ricerca e miglioramento della produzione apistica, per la gestione sostenibile del rischio e la promozione e valorizzazione del miele nonché per l’esonero contributivo previdenziale e assistenziale di cui il settore ha potuto beneficiare per 10 mesi nell’ultimo anno e mezzo».

L’importanza delle api è sempre più riconosciuta a livello comunitario tanto da essere l’unico comparto a godere dell’aumento dei fondi a disposizione con la nuova Pac che entrerà in vigore nel 2023: dagli attuali 7 milioni di euro si passerà a circa 14 milioni a disposizione per il settore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *