Psr 2014-20, investimenti a rischio per il Covid. Ma ora arriva la proroga

Psr 2014-20,  investimenti a rischio per il Covid. Ma ora arriva la proroga
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Ancora un altro anno per finire i lavori. Così le aziende agricole siciliane alle prese con la realizzazione di progetti finanziati dal Psr Sicilia 2014-2020 e in ritardo con il fine lavori previsto dal decreto di concessione del finanziamento, possono tirare un sospiro di sollievo. Proprio oggi il Dirigente generale del Dipartimento regionale Agricoltura ha firmato il decreto n. 3527 che concede la proroga di 12 mesi per il completamento degli interventi per tutte le misure di sviluppo rurale non connesse alla superficie o agli animali. La proroga riguarda solo le aziende che prevedevano di realizzare opere e interventi prevalentemente nel 2020 e nel 2021. Alla proroga concessa con l’emanazione del decreto si aggiunge la possibilità di un’ulteriore proroga straordinaria pari a 12 mesi.

Le aziende che hanno ricevuto già un’anticipazione dovranno però estendere la polizza fidejussoria che viene stipulata a protezione del progetto finanziato.

«La proroga – afferma Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia – è anche il risultato di varie interlocuzioni che ho avuto con il dirigente del Dipartimento regionale dell’Agricoltura, Dario Cartabellotta, al quale ho evidenziato le difficoltà delle imprese beneficiarie delle misure del Psr Sicilia a completare i progetti a causa dei ritardi determinati dalla pandemia. In questo senso sono state tante le sollecitazioni pervenute sia dalle associazioni di categoria che dal mondo bancario: quest’ultimo ha sottolineato il rischio di sofferenza creditizia alle quali sarebbero andate incontro le imprese in assenza di una proroga. Il dirigente Cartabellotta ha mostrato sensibilità sul tema e ha riconosciuto il concreto rischio che le misure perdessero efficacia».

La pandemia, oltre a provocare ritardi nei lavori, ha causato anche un eccessivo e incontrollato aumento dei prezzi delle materie prime, specialmente di quelle utilizzate nel settore delle costruzioni. Come ha evidenziato l’Ance, il prezzo di ferro e acciaio è aumentato del 117%, quello del polietilene del 45%, il rame +17% e il petrolio con i suoi derivati ha registrato un aumento del 34%.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *