Sos dagli apicoltori siciliani: le api uccise da caldo, incendi e pesticidi

Sos dagli apicoltori siciliani: le api uccise da caldo, incendi e pesticidi
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Il 2021 verrà ricordato dagli apicoltori siciliani come annus horribilis. Produzione di miele praticamente azzerata, migliaia di famiglie di api falcidiate dalle altissime temperature nelle aree del Siracusano e del Catanese. E per finire gli incendi che hanno distrutto interi apiari.

Il quadro dell’apicoltura siciliana rapidamente sintetizzato da Giovanni Caronia, presidente dell’Associazione regionale apicoltori sicilia (Aras) è allarmante. «Nel 2021 gli apicoltori hanno lavorato in perdita – osserva Caronia – e si tratta spesso di operatori che non hanno grandi risorse per fronteggiare emergenze gravi come quelle che si sono presentate quest’anno».

Serve dunque uno strumento speciale per dare un sostegno agli apicoltori che non sanno più a che santo votarsi. Un po’ quello che sono riuscite ad ottenere nella legge di conversione del decreto “Sostegni bis” quindici regioni su venti (Sicilia esclusa insieme a Umbria, Marche, Molise e Abruzzo): cinque milioni di euro – immessi nel “Fondo di solidarietà nazionale” – per fornire un aiuto economico agli imprenditori apistici che hanno subito pesanti danni a seguito delle “brinate, gelate e grandinate eccezionali nei mesi di aprile, maggio e giugno 2021.

Cosa servirebbe agli apicoltori siciliani? «In Sicilia non possiamo lamentare né brinate, né gelate o grandinate eccezionali tra aprile e giugno, ma il caldo eccezionale ha fatto danni ben maggiori: dopo i 48 gradi registrati nel Siracusano e nel Catanese, migliaia di arnie sono state trovate o completamente vuote o piene di api morte. Per sostenere gli apicoltori siciliani servirebbe una disposizione analoga a quella introdotta nel Sostegni Bis che faccia però riferimento ad un altro tipo di calamità naturale: l’ondata di calore per la quale la Regione dovrebbe emettere apposita declaratoria». «Poi – aggiunge il presidente di Aras – c’è il fronte dei danni provocati dagli incendi. Ed è bene ribadire che gli interventi di emergenza pensati per la zootecnia devono essere destinati anche all’apicoltura che fa sempre parte a pieno titolo degli allevamenti animali».

«La crisi del settore delle api, dovuta ai cambiamenti climatici, all’uso indiscriminato di pesticidi a cui si sono aggiunti gli incendi, sta assumendo proporzioni devastanti: occorre intervenire al più presto», sostiene Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia, che sulla questione ha presentato una mozione all’Ars, ennesimo atto parlamentare per affrontare la problematica che dalla scorsa primavera ha messo in ginocchio gli apicoltori ma non solo. «La crisi dell’apicoltura – sottolinea Foti – non è solo un danno economico che toglie il sostentamento a diverse famiglie ma è un fenomeno con pesanti ripercussioni su ambiente e agricoltura. È risaputo, infatti, che le api hanno un ruolo fondamentale nella natura e il depauperamento della popolazione di questi insetti avrà ripercussioni pesanti e durature se non si corre immediatamente ai ripari».

Foti sottolinea la gravità del fatto che la Sicilia non stia godendo degli aiuti statali concessi al comparto e l’importanza di sfruttare, per cominciare, la circostanza che per gestire la problematica degli incendi, compresi gli effetti nefasti che hanno provocato, il governo nazionale abbia deciso la nomina di un commissario: «Il ruolo assegnato al presidente Musumeci come commissario degli incendi e le risorse assegnate alla Sicilia per il sostegno delle attività zootecniche colpite, tra cui rientra l’apicoltura, – spiega – rappresentano una nuova finestra per aiutare questo settore. È necessario – conclude – che si coordino delle attività tra gli assessorati per la protezione delle api senza indugiare ulteriormente».

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