Ente pagatore regionale al posto di Agea? In tanti bocciano la norma

Ente pagatore regionale al posto di Agea? In tanti bocciano la norma
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Un vecchio detto recita che il buongiorno si vede dal mattino. E se la cosa vale anche per l’ente pagatore regionale, che dovrebbe sostituire Agea nella complessa attività di erogazione dei premi agli agricoltori, siamo davvero messi male. La norma che lo istituisce è stata approvata all’interno della legge di stabilità regionale che, com’è noto, ha avuto in aula un percorso accidentato. Cosa che ha permesso di far votare parecchi articoli senza il necessario approfondimento nelle commissioni di merito. Tra questi, c’è anche l’articolo 63 con il quale viene re-istituito, appunto, l’ente pagatore regionale.

Dopo il tentativo fallimentare del 2006, l’ente è stato riproposto senza il necessario confronto con la parte interessata, cioè gli agricoltori, e senza avere di fatto superato gli ostacoli che fecero naufragare l’ente istituto quindici anni fa e messo in liquidazione nel 2013, senza avere mai erogato un centesimo agli agricoltori siciliani. 

Quali motivi e quali urgenze abbiano convinto Musumeci & C. a fare approvare una norma che mette in campo un nuovo ente dalle caratteristiche e dalle attività così complesse, non è affatto chiaro. Di sicuro c’è che la norma – come accennato – è stata proposta e votata senza il necessario approfondimento nella Commissione di merito, ovvero quella delle Attività produttive. Ma non solo. La norma non piace alle organizzazioni agricole siciliane, almeno a quelle che fanno parte del coordinamento Agrinsieme, e cioè Confagricoltura, Cia e Copagri. Queste organizzazioni, pur essendo tuttora molto critiche nei confronti di Agea, non hanno apprezzato il colpo di mano all’Ars. Anzi, hanno condannato questo vero e proprio blitz del governo regionale, “bocciando” l’operato di Musumeci in occasione di una recente audizione presso la Commissione Rapporti con l’Unione Europea.

«Piuttosto che un nuovo ente dai costi stratosferici, che la Regione peraltro non può neanche permettersi – sostiene Ettore Pottino, presidente regionale di Confagricolturasarebbe meglio potenziare quanto già messo in campo anni fa dall’amministrazione regionale per migliorare i rapporti tra agricoltori e Agea».  

Il disappunto delle organizzazioni agricole è stato raccolto dal deputato regionale Pd, Nello Di Pasquale: «Condividiamo le preoccupazioni delle associazioni di categoria del mondo agricolo che chiedono al governo Musumeci e all’assessore Scilla di rivedere la scelta di sostituire l’Agea con un organismo pagatore regionale». 

Ma anche all’interno della maggioranza qualcuno ha cominciato a sollevare dubbi sulla opportunità di cambiare sistema, abbandonando Agea per transitare pratiche e competenze a un nuovo ente tutto da costruire, che tradotto in soldoni significa personale specializzato, know-how e complesse procedure informatiche.

Mario Caputo, deputato regionale del Gruppo di Forza Italia dal febbraio 2020, ma eletto nella lista “Fratelli d’Italia AN Noi con Salvini Alleanza per la Sicilia”, è il primo a non essere tanto sicuro che nel cambio ci si guadagni: «Se c’è una realtà in Sicilia che ha funzionato garantendo gli agricoltori, nonostante tutto è l’Agea. Sostituire questa struttura con un altro ente regionale significa privare il mondo agricolo di consolidate esperienze e di professionalità, la stessa che ha assicurato in tempi brevi i pagamenti agli agricoltori siciliani. L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura da sempre è stato un insostituibile organismo di riferimento per il mondo agricolo regionale. Condivido, quindi, le forti preoccupazioni espresse dal mondo agricolo, considerato che questo ente ancora da definire, rischia di bloccare o di ritardare le erogazioni che ad oggi Agea ha comunque sempre assicurato».  

Caputo, che è componente della Commissione parlamentare per le Attività produttive – proprio il luogo dove si sarebbe dovuto discutere una norma così importante per l’agricoltura siciliana – tenta tuttavia di difendere l’operato della compagine Musumeci: «Comprendo le esigenze del Governo regionale, peraltro espresse in aula dall’assessore all’agricoltura Toni Scilla, di dotare la Sicilia di strutture sempre più a sostegno del settore agricolo». Ma, evidentemente, i contatti avuti con numerosi agricoltori lo hanno convinto a maggiore prudenza: «La sostituzione di Agea con un’altra struttura ancora da formare e organizzare – afferma – la tenuta economica di intere aziende agricole, già fortemente provate dai danni provocati da  avverse condizioni climatiche, dalla concorrenza dei paesi del Nord Africa e di altre aree europee e adesso dalla crisi dei mercati per via della pandemia. Chiederò nei prossimi giorni un incontro con l’assessore Scilla e un’audizione in Commissione con le organizzazioni agricole, per convincere il governo a non dar seguito alla sostituzione di Agea».

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