Fondi Ue della transizione: Patuanelli cerca sponde, Musumeci tiene duro

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Faccia a faccia online, questa mattina, tra Mipaaf e Regione Siciliana. A condurre il confronto, durato circa mezz’ora, il ministro Stefano Patuanelli e il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. Un vero e proprio confronto all’arma bianca, senza testimoni né padrini: assente per la Sicilia l’assessore regionale all’agricoltura, Toni Scilla, ma assenti anche, da parte ministeriale, capo di gabinetto e sottosegretari. Insomma, un vis à vis tra Patuanelli e Musumeci che la dice lunga sul loro modo di gestire collegialmente i problemi e le dinamiche agricole.  

Oggetto del confronto, le modalità di ripartizione delle risorse assegnate all’Italia dall’Unione Europea per la proroga, riferita al biennio 2021-22, dei piani regionali di sviluppo rurale. Su questo terreno, com’è noto, nelle scorse settimane si è aperto uno scontro tra le regioni, un dissidio che ha creato una profonda frattura tra il Centro-Nord (13 regioni più le due province autonome di Trento e Bolzano) e il Sud, rappresentato da Basilicata, Calabria, Puglia, Campania e Sicilia, a cui si è unito anche l’Umbria.

La richiesta del Centro-Nord è di adottare subito nuove regole nella distribuzione delle risorse. Richiesta rimandata al mittente dalle regioni del Sud, le quali hanno chiesto un incontro con il ministro per dirimere la questione. Patuanelli non si è voluto sottrarre al confronto, anche se ha scelto una sorta di scorciatoia: incontrare le regioni una per volta, invece che collegialmente, nella speranza – riteniamo – di fare breccia nel muro eretto dalle regioni meridionali. Sotto questo profilo, però, il mini-golpe del ministro, almeno con la Sicilia,  è andato a vuoto. Musumeci è stato netto: «Le richieste delle regioni del Centro-Nord appaiono del tutto immotivate; servirebbero solo a penalizzare l’agricoltura del Mezzogiorno d’Italia, già in grave difficoltà a seguito della pandemia».

I margini di trattativa, secondo il governatore della Siiclia, ci sarebbero anche, ma comunque riferiti solo alla nuova programmazione, quella cioè che verrà avviata dopo il periodo di transizione 2021-22: «Siamo pronti a rivedere i criteri con la nuova fase che si avvierà nel 2023 – ha assicurato il governatore – ma cambiare le regole del gioco durante la partita, sarebbe un inaccettabile atto di scorrettezza».

Il ministro Patuanelli, prendendo atto dei tentativi finora inutili esperiti nella Conferenza delle Regioni per trovare un’intesa tra i governatori, ha garantito il suo ulteriore impegno in un’opera di mediazione «che appare difficile ma non impossibile». «Non deve esistere una contrapposizione Nord-Sud… non avrebbe senso», ha commentato il ministro.

Nel corso dell’incontro, sono state poi illustrate anche alcune iniziative promosse di recente dal governo siciliano per lo sviluppo dell’agricoltura. Tra queste, il sostegno alle aziende agricole nella realizzazione di bacini per l’accumulo dell’acqua piovana e la cessione delle terre del demanio regionale ai giovani agricoltori. È stata anche presentata come innovativa l’istituzione dell’Organismo pagatore regionale, che dovrebbe sostituire nelle funzioni quello nazionale. Ma qui, però, Musumeci ha dimenticato di dire che qualche anno fa un organismo simile era stato messo in liquidazione dalla Regione; un organismo tenuto in vita per circa sette anni di vita, anni trascorsi senza aver mai mobilitato un centesimo dei premi destinati agli agricoltori siciliani.

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