Valle dei Templi, Biodistretto ai Comuni: stop ai diserbanti chimici

Valle dei Templi, Biodistretto ai Comuni: stop ai diserbanti chimici

AGRIGENTO – Un territorio simbolo della Sicilia che punta a diventare un modello di transizione agroecologica. È questo l’obiettivo del Biodistretto Agroecologico Valle dei Templi, che ha inviato una richiesta formale ai Comuni dell’area affinché venga sospeso l’utilizzo dei diserbanti di sintesi chimica negli spazi pubblici, sostituendoli con pratiche di gestione del verde a basso impatto ambientale. L’iniziativa coinvolge sindaci, presidenti dei consigli comunali e responsabili degli uffici tecnici, dell’ambiente e del verde pubblico dei territori ricadenti nel Biodistretto, riconosciuto dalla Regione Siciliana nel giugno 2025.

Una misura prevista dal programma di transizione agroecologica

La proposta si inserisce tra le azioni previste dal Programma di Transizione Agroecologica approvato dalla Regione Siciliana nell’ambito del riconoscimento del Biodistretto. L’obiettivo è favorire una gestione del territorio più sostenibile, capace di coniugare tutela dell’ambiente, salvaguardia della biodiversità, salute pubblica e valorizzazione del patrimonio agricolo e paesaggistico della Valle dei Templi.

Nella comunicazione inviata alle amministrazioni locali viene richiamato il quadro normativo europeo, nazionale e regionale che punta alla progressiva riduzione dell’impiego dei prodotti fitosanitari di sintesi. Tra i riferimenti figurano il Green Deal europeo, la Strategia Farm to Fork, la Strategia europea per la Biodiversità 2030 e la normativa sull’agricoltura biologica.

Le alternative al diserbo chimico

Secondo il Biodistretto, i Comuni possono adottare con efficacia tecniche già utilizzate in numerose realtà italiane ed europee. Si tratta di interventi meccanici, fisici e agronomici che consentono di controllare la vegetazione spontanea senza ricorrere a sostanze chimiche.

La richiesta punta quindi a rendere la gestione del verde pubblico coerente con i principi della sostenibilità ambientale, riducendo al contempo i possibili rischi per la salute umana e per gli ecosistemi.

Biodiversità, incendi e cambiamenti climatici

Tra gli aspetti evidenziati dal Biodistretto anche le conseguenze indirette che l’utilizzo sistematico dei diserbanti può avere sul territorio. La riduzione della vegetazione spontanea e della biodiversità del suolo può infatti compromettere, nel tempo, la presenza di sostanza organica e la capacità dei terreni di trattenere umidità.

Un fenomeno che, secondo l’ente, rischia di aumentare la vulnerabilità dei suoli ai processi di degrado e desertificazione. Inoltre, in un contesto segnato da siccità sempre più frequenti e temperature elevate, la perdita di fertilità biologica può contribuire ad accrescere il rischio di incendi nelle aree rurali e periurbane. Per questo motivo la conservazione della copertura vegetale e della vitalità dei suoli viene considerata una componente strategica delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici.

Bissanti: «Servono scelte lungimiranti»

«Ridurre il ricorso ai diserbanti chimici significa favorire la tutela della salute pubblica, la conservazione della fertilità dei terreni e la resilienza degli ecosistemi. Una scelta che può contribuire anche a contrastare i fenomeni di degrado ambientale e a ridurre la vulnerabilità del territorio agli incendi», afferma Guido Bissanti, presidente del Biodistretto Agroecologico Valle dei Templi è stato riconosciuto dalla Regione Siciliana quale strumento di governance territoriale per accompagnare il processo di transizione agroecologica.

Trasparenza e coinvolgimento del territorio

Il Biodistretto ha inoltre chiesto ai Comuni interessati di pubblicare la nota all’Albo Pretorio. In questo modo, oltre a garantire la massima trasparenza, si possono coinvolgere cittadini, imprese agricole, associazioni e portatori di interesse.

Dal Distretto non solo “critiche” ai Comuni e appelli all’uso di pratiche ecologicamente compatibili ma anche la rinnovata disponibilità a collaborare con le amministrazioni locali per attuare le misure previste dal Programma di Transizione Agroecologica e rafforzare un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità ambientale e sulla valorizzazione delle produzioni agroecologiche del territorio agrigentino.

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