Sicilia en Primeur 2026, ovvero il racconto del vino dell’isola

Sicilia en Primeur 2026, ovvero il racconto del vino dell’isola

Con la XXII edizione di Assovini Sicilia e del suo evento simbolo, “Sicilia en Primeur 2026”, Palermo si è trasformata nella capitale internazionale del vino siciliano. Cinque giornate tra degustazioni, talk, visite in cantina ed esperienze immersive hanno acceso i riflettori su una Sicilia del vino sempre più contemporanea, identitaria e orientata all’enoturismo.

Con il claim “Taste the Island. Live the Story”, la manifestazione ha portato nell’isola oltre cento giornalisti internazionali, dodici tour operator e 56 aziende vitivinicole protagoniste delle anteprime dell’annata. Un format che conferma la centralità del territorio nel racconto del vino siciliano, trasformando cantine, paesaggi, arte e cultura in un’unica esperienza narrativa.

Il cuore operativo dell’evento è stato il Real Albergo delle Povere, dove le aziende hanno presentato oltre 400 etichette in degustazione tecnica assistita dai sommelier Ais. Spazio anche alle nuove realtà emergenti, segnale di un comparto che continua a evolversi e investire sulla qualità.

I numeri della vendemmia siciliana 2025

Grande attenzione è stata dedicata al Report Vendemmia 2025, che ha restituito un quadro incoraggiante per il vigneto Sicilia dopo due annate difficili. Secondo le enologhe Lorenza Scianna, Maria Carella e Serena Cancemi, il 2025 è stato “l’anno della fiducia e della qualità ritrovata”.

Nel centro-sud della Sicilia, tra Agrigento e Caltanissetta, si è registrato un incremento dei volumi del 20% con uve sane e maturazioni regolari. Sull’Etna, invece, la vendemmia ha valorizzato le differenze tra i versanti del vulcano, regalando vini equilibrati e di forte identità territoriale. Positive anche le performance dell’area ragusana, con vini descritti come moderni, aromatici e profondamente espressivi.

I bianchi siciliani dell’annata 2025 si distinguono per freschezza, precisione aromatica e bevibilità, mentre i rossi – in particolare Nero d’Avola e Frappato – mostrano intensità, fragranza e struttura. Ottime prospettive anche per Catarratto e Perricone nelle zone collinari.

Non solo vino, ma anche cultura, architettura e paesaggio

Accanto al vino, Sicilia en Primeur ha dato spazio alla riflessione culturale. Dai talk sulla comunicazione enogastronomica al confronto sui nuovi modelli di viaggio delle giovani generazioni, fino al dialogo tra architettura, paesaggio e cantina come luogo culturale, l’evento ha ampliato il concetto stesso di esperienza vitivinicola.

Tra i momenti più partecipati anche il Wine Party ospitato a Palazzo Sant’Elia, con la collaborazione de La Sicilia di Ulisse e gli showcooking degli chef Nino Ferreri, Vincenzo Sansone e Tony Lo Coco.

“La Sicilia autentica, contemporanea e legata alle proprie radici”: così la presidente di Assovini Sicilia, Mariangela Cambria, ha sintetizzato lo spirito della manifestazione, sottolineando il valore del vino come linguaggio culturale e strumento di relazione tra territori e persone.

La chiusura dell’evento è in programma il 16 maggio (dalle 17.30 alle 23.30) ancora al Real Albergo delle Povere con una degustazione solidale aperta al pubblico. Il ricavato sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Palermo, a conferma di un’edizione che ha scelto di coniugare promozione del territorio, cultura del vino e impegno sociale. Oltre alla degustazione dei vini siciliani delle aziende associate, ci sarà la possibilità di partecipare ai laboratori gastronomici a cura della Gastronomia Armetta (link per l’acquisto del ticket su Vivaticket).

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