Investimenti, il grido degli agronomi siciliani: “Così si rischia il flop del bando più atteso”

Investimenti, il grido degli agronomi siciliani: “Così si rischia il flop del bando più atteso”

In Sicilia c’è il rischio concreto di perdere un’occasione decisiva per modernizzare le aziende agricole a causa di burocrazia, ritardi amministrativi e scadenze ingestibili. È questo il senso della dura presa di posizione della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali, che ha chiesto ufficialmente alla Regione Siciliana una proroga di almeno 60 giorni per il bando SRD01 dedicato agli “Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole”. 

La lettera, inviata all’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino e al dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Fulvio Bellomo, fotografa una situazione che molti tecnici e imprenditori agricoli conoscono bene: bandi strategici costruiti con tempistiche incompatibili con la realtà degli uffici, delle banche e delle procedure autorizzative.

Il nodo principale riguarda la complessità del bando. Perizie asseverate, business plan, preventivi, documentazione tecnica e continui dubbi interpretativi stanno trasformando la partecipazione in una corsa a ostacoli. Non a caso, le Faq ufficiali sono arrivate soltanto ad aprile, a oltre un mese dall’apertura dei termini, e secondo gli agronomi non hanno nemmeno chiarito tutti i punti controversi. 

Ma il problema più pesante è quello della cantierabilità degli interventi. Per ottenere i punteggi premiali necessari a restare competitivi in graduatoria, le aziende devono presentare autorizzazioni urbanistiche, paesaggistiche e idrogeologiche entro la scadenza del bando. Peccato che molti enti pubblici impieghino mesi per rilasciarle. Così aziende perfettamente valide rischiano di essere escluse non per carenze progettuali, ma per ritardi amministrativi che non dipendono dagli agricoltori.

E non finisce qui. Altro punto critico è l’attestazione bancaria di sostenibilità finanziaria, necessaria per ottenere fino a 30 punti premiali. Secondo la Federazione degli agronomi, diversi istituti di credito starebbero rallentando le procedure o subordinando il rilascio delle attestazioni all’accensione preventiva di mutui e altri strumenti finanziari. Una situazione che rischia di tagliare fuori molte imprese agricole proprio nel momento in cui avrebbero bisogno di investire in innovazione, competitività e sostenibilità. 

Sul banco degli imputati finisce anche la pianificazione regionale. La scadenza dell’SRD01 si sovrappone infatti alle domande uniche dirette ad Agea, ai bandi Ocm Vino e ad altri interventi del Psp Sicilia 2023-2027. Il risultato? Centri di assistenza agricola (Caa) sovraccarichi, rallentamenti inevitabili e rischio concreto di errori o domande non presentate in tempo. 

La sensazione, leggendo il documento, è che il sistema stia chiedendo alle aziende agricole siciliane di essere efficienti dentro una macchina amministrativa che efficiente non è. E questo paradosso rischia di produrre un effetto devastante: ridurre drasticamente il numero di domande ammissibili per uno degli interventi più importanti destinati al comparto agricolo regionale.

Ma c’è da chiedersi se non sia proprio questo il fine ultimo delle scelte operate per questo bando che in occasione dell’ultimo del Psr 2014-2022 (la linea d’intervento si chiamava sottomisura 4.1) lanciato a fine 2024 ha costretto la burocrazia regionale a gestire in tempi brevi (si era vicini alla scadenza del programma operativa) diverse centinaia di domande.

Oggi gli agronomi siciliani parlano apertamente di “criticità sistemica” e chiedono una proroga immediata. Perché senza correttivi, il rischio è che il bando nato per rafforzare la competitività delle aziende agricole siciliane finisca invece per premiare solo chi riesce a sopravvivere alla giungla burocratica.

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