Sicilia Regione gastronomica d’Europa 2025, ok dalla giuria Igcat
Manca soltanto un ultimo passaggio formale che sarà consumato entro la fine del 2023. Ma il più ormai è fatto: la candidatura della Sicilia a “Regione europea della gastronomia 2025” ha incassato la “raccomandazione” positiva della giuria dell’International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism (Igcat). La valutazione del jury è stata espressa oggi durante la conferenza stampa svoltasi nei locali di Palazzo d’Orléans a Palermo, presenti il presidente della Regione Renato Schifani e il suo vice, nonchè assessore all’agricoltura, Luca Sammartino.
La commissione di esperti internazionali oggi, alla fine del tour di verifica (l’ultimo step dell’iter di valutazione della candidatura) che è iniziato lo scorso lunedì 4 settembre, è stata accolta nella sede istituzionale della Presidenza della Regione, così come si fa con gli ospiti illustri. Qui i commissari hanno affidato a Diane Dodds, presidente della giuria, una serie di valutazioni: «La giuria è d’accordo che la qualità e la varietà dei prodotti e la ricchezza delle esperienze fatte rendono quella della Sicilia una candidatura eccellente. Considerato il dossier presentato, la discussione e i risultati della visita, la giuria ha decretato che la Sicilia deve essere raccomandata come “Regione europea della gastronomia del 2025”, passando alla fase finale». Si è arrivati a tanto dopo che il presidente Schifani si è impegnato affinché alcune criticità venissero presto superate. Prima fra tutte il deficit di coralità nella valorizzazione del ricchissimo patrimonio siciliano fatto di storia, cultura, tradizioni, bellezze artistiche, paesaggistiche ambientali, gastronomia, agroalimentare, che devono essere messe a sistema da tutti gli attori, a cominciare dalla pubblica amministrazione per finire con ristoratori e operatori commerciali che spesso omettono di utilizzare e vendere i prodotti tipici del territorio, perfino quelli a marchio.

«Non posso che manifestare la mia grande gioia per questo riconoscimento – ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani – che è il frutto di una storia, di una tradizione ma anche di un impegno del nostro governo, dell’azione del vicepresidente Luca Sammartino e del suo staff amministrativo. Posso assicurare che la Sicilia non vi deluderà, farà la propria parte anche perché credo che l’agricoltura sia l’elemento più fondante della storia della nostra terra e noi siamo fortemente proiettati alla qualificazione e alla valorizzazione dei nostri prodotti».
«Oggi viene riconosciuto lo sforzo che la nostra regione ha messo in campo nel promuovere il proprio prodotto e il proprio circuito enogastronomico – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino che poi ha aggiunto: «La Sicilia accetta oggi la sfida del 2025 con l’orgoglio di sapere che farà conoscere la bellezza del nostro territorio e la capacità dei nostri operatori e lanciamo un grande piano di investimento per prepararci al palcoscenico europeo».
La nomination della Sicilia, presentata durante lo scorso Vinitaly, sotto la spinta del dipartimento dell’Agricoltura guidato da Dario Cartabellotta è stata gestita e promossa dal Consorzio Dos Sicilia presieduto da Massimo Todaro, in stretta collaborazione con il Consorzio di tutela dei Vini a Doc Sicilia, il Consorzio del cioccolato di Modica e con una rappresentanza di istituti alberghieri del territorio.
«La Sicilia del buon cibo, insieme alle produzioni vitivinicole, rappresentano l’anima del Mediterraneo – spiega Massimo Todaro, presidente di Dos Sicilia – e un potenziale di sviluppo straordinario per l’intera economia dell’Isola. Biodiversità, tradizioni, artigianalità, tracciabilità sono gli elementi distintivi delle nostre denominazioni di qualità, con prodotti di vera eccellenza. Valorizzare le nostre identità territoriali fondate sulle denominazioni è la giusta strategia per accrescerne notorietà, riconoscibilità e prestigio».
«C’è un alleanza di valori e di esperienze produttive che fanno della Sicilia una destinazione di punta del turismo enogastronomico – ha dichiarato Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela Doc Sicilia. «La Sicilia del vino di qualità – ha continuato Rallo – sta facendo con coerenza la sua parte, in sinergia con le altre filiere e con i territori. Il buon cibo e il buon vino possono contribuire a destagionalizzare i flussi e favorire la conoscenza di tutta l’Isola, anche dei luoghi meno noti ma altrettanto suggestivi. Questo progetto ha proprio queste finalità».
«La chiave di volta di questo progetto di promozione internazionale – ha spiegato Vincenzo Russo, docente di neuromarketing della Iulm di Milano e coordinatore scientifico dell’iniziativa – è quello di mettere a sistema i nostri prodotti enogastronomici, la capacità attrattiva dei nostri territori avendo una visione comune e condivisa come affermato nel dossier della candidatura. Questa è la principale raccomandazione richiesta da Igcat e che saremo in grado di rispettare».

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