“Regione Gastronomica d’Europa 2025”, la giuria di Igcat in Sicilia

“Regione Gastronomica d’Europa 2025”, la giuria di Igcat in Sicilia

Una settimana in giro in lungo e in largo per la Sicilia. Parte domani il tour organizzato per la Commissione dell’International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism – sei componenti in rappresentanza di altrettanti stati europei – dal cui responso dipende se la Sicilia sarà la “Regione gastronomica d’Europa 2025”. 

I commissari dell’Igcat, l’associazione senza scopo di lucro nata nel 2010, avranno un bel da fare a stare dietro al comitato organizzatore che ha programmato un tour completo che tocca molte delle tappe salienti che in Sicilia, in genere, un turista non deve mancare. Anche se, per la verità, per vedere tutto, o quasi, la Commissione avrebbe dovuto dedicare alla Sicilia almeno un mese.

A guidarli ci saranno Massimo Todaro, presidente del Consorzio Dos e docente del Dipartimento Saaf dell’Università di Palermo, Vincenzo Russo, docente di psicologia dei consumi e neuromarketing presso la Iulm di Milano e Emanuela Panke, General Manager di “Iter Vitis Les Chemins de la Vigne en Europe”, tutti facenti parte del team di progetto della candidatura siciliana.

Si comincia nella mattina di domani, 4 settembre, con un giro sull’Etna per incontrare insieme ai produttori di vino, anche l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino. Si concluderà l’8 settembre con un giro a Cefalù e Castebuono, dopo la conferenza stampa che si terrà in mattinata nella Sala Alessi di Palazzo d’Orleans, alla presenza del presidente della Regione, Renato Schifani. La sera precedente gli organizzatori cercheranno di stupire il jury dell’Igcat con una cena storica a Villa Boscogrande (Palermo) che sarà arricchita dalle narrazioni a tema gastronomico di Gaetano Basile.

Il giro, che include i due parchi archeologici maggiori della Valle dei templi di Agrigento e di Selinunte, non è solo turistico. Ai commissari sarà data l’occasione anche di confrontarsi con l’imprenditoria dell’agroalimentare, con chi studia e mette in pratica innovazioni (Unipa) e con chi si preoccupa di mantenere la memoria del nostro patrimonio enogastronomico.

Ma qual è il compito della commissione? Dovrà verificare, in pratica, che corrisponda a verità quanto scritto nel dossier di candidatura della Sicilia a regione enogastronomica d’Europa 2025. Ci piace immaginare che ciò che vedranno i commissari sarà addirittura superiore alle loro aspettative. C’è solo da sperare che non si accorgano dei gravi problemi della viabilità e di quanto si dovrebbe fare per eliminare pattume e discariche abusive nelle nostre città e nelle nostre campagne.

Se tutto va per il verso giusto, la Sicilia, dunque, potrebbe essere la prima regione italiana a centrare l’obiettivo del riconoscimento. Qualche anno fa ci aveva provato senza successo la città di Bergamo e la sua provincia. A quanto pare il dossier non aveva convinto la commissione giudicatrice.

Con il disco verde al riconoscimento della come “Regione gastronomica d’Europa” per la Sicilia ci saranno molti vantaggi. Per un anno verranno organizzati eventi ed iniziative legate al mondo della gastronomia, dell’arte e della cultura. Il tutto con elevata capacità di attrazione per i turisti che sceglieranno di visitare la Sicilia proprio per “godere” di questi eventi in cui saranno coinvolte le aziende, le istituzioni, gli enti e anche le università.

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