Movimentazione del bestiame, disco verde dal ministero

Movimentazione del bestiame, disco verde dal ministero
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Ovini, caprini e bovini tornano a muoversi dalla Sicilia verso il resto d’Italia. Il Ministero della Salute ha, infatti, eliminato il divieto di movimentazione del bestiame dopo il blocco arrivato un mese fa in seguito ad alcuni casi di malattie che avevano reso necessario il provvedimento da parte del ministero, dopo la segnalazione della Regione Siciliana.

In particolare, si erano verificati alcuni casi di “blutongue” e un caso di “febbre emorragica del cervo” che avevano fatto scattare la misura di prevenzione per evitare la diffusione dei virus. Analoga decisione era stata presa per la Sardegna nello stesso periodo. Adesso, grazie all’interlocuzione con il ministero da parte della Regione Siciliana e della Regione Sardegna, è arrivato il via libera alla movimentazione degli animali – sia “da vita” che da macello – delle specie sensibili a queste due malattie. Si dovranno rispettare soltanto alcune procedure di carattere sanitario che i servizi veterinari delle Asp comunicheranno preventivamente agli operatori interessati, nel rispetto delle indicazioni del ministero e dell’assessorato regionale della Salute: test sierologici e analisi Pcr, dove previsto, sui singoli capi da movimentare, applicazione di insetto-repellenti sul manto degli animali (alcune malattie vengono, infatti, trasmesse dalle zanzare) e disinfestazione con insetticida sui mezzi di trasporto.

«Si tratta di un provvedimento di grande importanza per i circa 9 mila allevatori di bovini e gli 8 mila di ovini e caprini siciliani», dice l’assessore Sammartino. «È bastato il blocco di un mese – aggiunge l’assessore – per mettere in ginocchio la zootecnia regionale di produzione di carne, proprio in un momento, quello delle festività natalizie, che vede un aumento delle richieste. Il suo prolungamento avrebbe decretato un colpo di grazia per tutto il settore. Siamo riusciti a scongiurare il peggio e ora è possibile salvare almeno una parte dell’economia creata nel periodo festivo. La produzione zootecnica siciliana è di particolare pregio e va tutelata anche in questo tipo di situazioni, rispettando contemporaneamente la sicurezza dei mercati nazionali ed europei».

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