Decanter Award, Sicilia al top con il Fiano bio 2021 di Mandrarossa

Decanter Award, Sicilia al top con il Fiano bio 2021 di Mandrarossa
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La Sicilia che non t’aspetti. È il motto di Mandrarossa, premium brand di Cantine Settesoli, che proprio con il Fiano, un vitigno inusuale sulle coste siciliane, è entrata tra i migliori assaggi dei Decanter World Wide Award. Con il Fiano Terre Siciliane Igp 2021 Bio, la cantina cooperativa di Menfi nell’Agrigentino, ha conquistato la medaglia di platino ed un punteggio corrispettivo di 97/100 classificandosi, dopo un’ulteriore degustazione, tra i 50 Best in Show del 2022, qualifica conferita dai responsabili di giuria ai vini che hanno saputo distinguersi tra i 18.244 campioni degustati. Con questo ultimo e prestigioso riconoscimento, dunque, Settesoli con il suo brand Mandrarossa, è l’unica azienda siciliana ad avere ottenuto uno degli otto Best in Show assegnati all’Italia nell’edizione 2022 del prestigioso concorso enologico della testata Decanter.

Fiano Mandrarossa

Il traguardo è decisamente importante per l’azienda cooperativa che ha scelto di perseguire l’obiettivo della qualità. «Solo il raggiungimento di elevati standard qualitativi – afferma Giuseppe Bursi presidente di Cantine Settesoli – permette di riconoscere ai soci un prezzo capace di ripagare il grande impegno che mettono nel rispetto delle prescrizioni indicate sia in fase di coltivazione che di raccolta».

Giuseppe Bursi, presidente di Cantine Settesoli

I viticoltori associati a Settesoli sono in totale circa duemila per un totale di 6 mila ettari vitati. I vigneti si trovano a un’altitudine compresa tra 0 e 400 metri sul livello del mare in un’area dove nell’arco di 10 chilometri è possibile trovare ben cinque tipologie di suoli. All’interno di tanta variabilità territoriale sono state individuate alcune zone d’eccellenza che producono le uve destinate alla linea Mandrarossa. Sono solo 175 i soci riferiti a una superficie limitata a 500 ettari, che aderiscono a disciplinari interni molto stringenti e che tra le tante regole, ad esempio, indicano i vitigni da utilizzare in caso di reimpianto o reinnesto. Anche per la raccolta, in prevalenza meccanica, esistono indicazioni precise. Nel caso di uve a bacca bianca, ad esempio, oltre a rispettare i calendari di raccolta individuati in base all’organizzazione del lavoro in cantina, ormai tutti i soci sanno che la vendemmia deve essere effettuata nelle ore notturne. Di notte, infatti, le temperature scendono di parecchi gradi e questo permette di non far disperdere tutte le sostanze aromatiche che servono per ottenere vini di qualità.

La bottaia della nuova cantina Settesoli

Ma come si fa a convincere i soci a rispettare le linee guida? Semplice. Basta ancorare la liquidazione di quanto spettante per i quantizzavi conferiti ai parametri qualitativi. E per evitare contrasti, per ciascun carico in cantina viene conservato un campione che viene “riesumato” nel caso di contraddittorio.

Mandrarossa winery
ecco cosa si vede dalla nuova cantina Mandrarossa

Alla prima etichetta della linea Mandrarossa si è arrivati nel 2000 dopo uno studio durato più di vent’anni. «Negli anni ’80 – ricorda l’agronomo Filippo Buttafuoco – vennero impiantati 40 campi sperimentali dove vennero studiati 40 vitigni diversi rappresentati per il 70 per cento da cultivar internazionali e per il restante 30 per cento da accessioni autoctone».

Filippo Buttafuoco, agronomo di Cantine Settesoli

Lo studio, che ha portato a individuare le migliori combinazioni di varietà e terroir, non si è fermato: agronomi ed enologi, grazie a un complicato applicativo che gestisce tutte le superfici vitate che afferiscono alla cooperativa, monitorano continuamente i risultati di ciascun vitigno negli habitat considerati per esso ideali per far sì che ciascuna tipologia di uva esprima al meglio le proprie potenzialità.

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