Climate change, viticoltura siciliana meno esposta grazie alla diversità

Climate change, viticoltura siciliana meno esposta grazie alla diversità
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Quale futuro per la vitivinicoltura siciliana? Potranno i cambiamenti climatici influire sui risultati produttivi ed economici di una delle colture più performanti del panorama agricolo isolano? Secondo gli esperti, la Sicilia ha qualche marcia in più e risentirà meno di altri paesi produttori degli effetti del climate change. Due elementi giocano a suo favore: l’effetto mitigatore del Mediterraneo e la grande diversità che caratterizza la sua viticoltura. 

Ne è certo Mattia Filippi, enologo e fondatore di Uva Sapiens che, nel corso del convegno inaugurale della diciottesima edizione di Sicilia en Primeur organizzata da Assovini Sicilia ad Erice in provincia di Trapani, ha commentato: «La Sicilia oggi si trova in una condizione di privilegio e presenta un assetto viticolo talmente legato alla tradizione che, una serie di variabili produttive, risultano essere estremamente attuali nei confronti dei cambiamenti climatici».

Una visione ottimistica che è stata confermata anche da Marco Moriondo, ricercatore dell’Istituto di Bioeconomia del Cnr di Firenze: «La Sicilia vitivinicola è meno esposta ai cambiamenti climatici grazie ai suoi suoli, terroir, alla biodiversità e ai suoi microclimi». Secondo Mariondo, inoltre, «le aree morfologicamente complesse hanno la capacità di fornire una base per l’adattamento sfruttando quote ed esposizioni che al momento non sono favorevoli alla coltivazione della vite». 

Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia

Lo stesso Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia, in apertura dei lavori del convegno “Back to the roots. La Sicilia che vive il futuro” ha sottolineato come l’isola si debba considerare “un continente in miniatura”. «La sua diversità – ha detto de la Gatinaias – sarà la chiave del nostro futuro. Quindi bisogna mettere al centro la vite, il suo studio, la sua evoluzione. Si è sempre detto che il fattore umano è fondamentale nel ciclo di produzione, ed oggi penso sia sempre più attuale ed inteso come scienza, conoscenza, know-how. Solo così possiamo affrontare importanti temi, come il cambiamento climatico». 

Sicilia en Primeur ha visto la partecipazione di ottanta giornalisti nazionali e internazionali che sono stati protagonisti di ben sette enotour. In tutto cinquecento i vini in degustazione e per finire una masterclass sul Catarratto.

L’evento itinerante ideato da Assovini Sicilia, è tornato in presenza dopo due anni, nei suggestivi luoghi storici del rinomato Centro di cultura scientifica Ettore Majorana di Erice, la cittadina medievale a pochi chilometri da Trapani.

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