Ogm in Italia, ecco cosa ne pensano cittadini e scienziati del Bel Paese

Ogm in Italia, ecco cosa ne pensano cittadini e scienziati del Bel Paese
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Che cosa ne pensano gli italiani degli Ogm? Solo il 54% dei consumatori italiani ritiene i prodotti geneticamente modificati generalmente sicuri. Diversa la risposta se il quesito sulla sicurezza degli organismi geneticamente modificati viene rivolto agli scienziati. Per l’81 per cento di questi, infatti, gli Ogm sono da ritenersi sicuri. Su altri aspetti, invece l’opinione dei semplici cittadini e degli scienziati appare più assonante. E ciò si registra, in particolare, sul negativo impatto degli alimenti geneticamente modificate sui prezzi dei prodotti alimentari, in particolare nei Paesi in via di sviluppo. 

Sono questi in sintesi i risultati di un recente studio condotto dai docenti Gioacchino Pappalardo e Mario D’Amico dell’Ateneo di Catania in collaborazione con Jayson Lusk distinguished professor e head of the Agricultural Economics Department alla Purdue University negli Stati Uniti, che si sono posti il problema di capire l’opinione degli italiani sugli Ogm. La collaborazione internazionale tra i due docenti del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania e il collega dell’università statunitense, ha permesso di concretizzare una ricerca scientifica focalizzata sull’opinione di scienziati e cittadini comuni mettendo a confronto opinioni, dubbi e credenze e ha dato luogo a una pubblicazione dal titolo “Comparing the views of the Italian general public and scientists on GMOs” sulla prestigiosa rivista scientifica International Journal of Food Science and Technology.

Insieme alle questioni legate al clima e ai vaccini, il tema degli Ogm nell’ultimo ventennio è stato al centro dei dibattiti molto intensi dell’opinione pubblica facendo emergere come i cittadini europei risultino particolarmente sensibili a queste tematiche con dispute che si trascinano da molti anni e che sembrano ancora ben lontane dal trovare soluzioni ampiamente condivisibili. 

«L’indagine conclusa nei primi mesi del 2020 – spiegano gli autori della ricerca – è stata condotta in Italia su un campione di 1.264 unità, ripartite tra 1.006 cittadini comuni e 258 membri dell’Associazione Italiana delle Società di Scienze Agrarie. I risultati hanno evidenziato che il divario tra le dichiarazioni delle organizzazioni scientifiche sulla sicurezza degli alimenti geneticamente modificati e le preoccupazioni del grande pubblico su tali alimenti è molto ampio sollevando dubbi e interrogativi sulla misura in cui l’opinione degli esperti e il consenso scientifico possono influenzare l’opinione pubblica. Lo studio, inoltre, ha cercato di determinare se le convinzioni sulla sicurezza degli Ogm sono alte tra gli esperti in paesi in cui c’è stata una significativa opposizione pubblica a tale tecnologia».

In agricoltura gli Ogm oggetto di produzione, autorizzati e commercializzati sono organismi vegetali (come mais e soia) che a seguito di modificazioni genetiche hanno sviluppato alcune peculiari caratteristiche, quali la resistenza a certi insetti o la tolleranza ad alcuni erbicidi. Un prodotto Ogm o un suo prodotto derivato può essere immesso sul mercato europeo solo a seguito di autorizzazione da parte di organi competenti sulla base di una complessa procedura che non trascura una valutazione di rischio per la salute umana e per l’ambiente.

In Italia, ad oggi, nessun organismo geneticamente modificato può essere coltivato a fini commerciali così come previsto dalla Regolamentazione degli Ogm nell’Unione europea. Tuttavia ne è consentita la commercializzazione nel rispetto delle regole di etichettatura. La principale normativa di riferimento in campo alimentare per il comparto Ogm è rappresentata da due regolamenti della Comunità Europea relativi agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati e alla tracciabilità e etichettatura di organismi geneticamente modificati e alla tracciabilità di alimenti e mangimi ottenuti da organismi geneticamente modificati.

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