Bandiera sulla graticola tra silenzi “politici” ed espliciti sostegni
Torna sulla scena politica siciliana l’ipotesi di un rimpasto nella Giunta di Governo. E torna sulla graticola l’assessore all’Agricoltura, il siracusano Edy Bandiera, che da buon politico sa che, al di là del valore del proprio lavoro, dovrà assecondare le logiche di rotazione (anche territoriali) che tanta importanza rivestono all’interno dei partiti. Non è un caso che Bandiera, dichiarandosi “un soldato di Forza Italia”, ha già annunciato che farà quello che gli chiederà il partito. Ma di certo non sarà felice di lasciare una poltrona che, nonostante il forte protagonismo del presidente Musumeci, ha comunque costituto per lui una ribalta importante.
Però, a differenza di maggio scorso – quando si aprirono le danze di una trattativa che avrebbe dovuto portare grandi novità nella compagine governativa, compresa la sostituzione di Bandiera, e che invece vide il solo inserimento di un assessore, Alberto Samonà, in quota Lega – l’attuale assessore all’Agricoltura questa volta è riuscito a farsi qualche nemico in più. E difficilmente potrà incassare il coro quasi unanime del mondo agricolo che sei mesi fa lo ha sostenuto e ha contribuito alla sua permanenza alla guida dell’assessorato.
Il silenzio di Agrinsieme
Agrinsieme, ad esempio, non potrà trovarsi compatta sulla difesa della poltrona di Bandiera. A causare la divisione interna del coordinamento è stato, infatti, proprio l’assessore in occasione delle nomine ai due maggiori enti regionali controllati dall’Agricoltura. Certamente, Cia-Agricoltori Italiani non avrà dimenticato la vicenda delle nomine dei consiglieri di amministrazione dell’Esa e dell’Istituto regionale Vino e Olio, precedute com’è noto da un decreto di decadenza per il consigliere dell’Esa Giosuè Catania, indicato a suo tempo dalla Cia. Ovvio, quindi, che Agrinsieme stavolta non avrà l’unità necessaria per esporsi in difesa della poltrona di Bandiera. Dal canto suo, Coldiretti Sicilia, che non fa parte di Agrinsieme e viaggia solitaria, non ha mai preso posizione.
La preoccupazione di Confagri Sicilia
Chi si schiera senza mezzi termini a sostegno di Bandiera, è Confagricoltura Sicilia. Da parte della più antica organizzazione agricola arriva infatti il riconoscimento del valore e dei risultati dell’accoppiata vincente Cartabellotta-Bandiera. E la convinzione, quindi, che squadra vincente non si cambia. «L’accoppiata direttore generale-assessore ha funzionato bene, così non vediamo di buon occhio l’alterazione di questo efficace equilibrio», dichiara a Sicilia Verde il presidente regionale, Ettore Pottino. «È chiaro – continua Pottino – che la politica ha l’esigenza di fare le proprie scelte, ma l’eventuale sostituzione di Bandiera ci dispiace anche perché in momenti delicati come quelli che stiamo vivendo, qualsiasi cambiamento in una squadra rodata è negativo: ci sono tempi e crono-programmi incalzanti e l’agricoltura siciliana, alle prese con gli impegni da rispettare sui fondi strutturali, non può permettersi né tentennamenti né passi indietro».
Perplesse le Centrali cooperative
Delle tre centrali cooperative riunite in Alleanza delle cooperative agroalimentari, solo Agci Agrital, il settore del comparto agro-ittico-alimentare dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane, ha diramato una nota ufficiale in cui il vicepresidente nazionale Giovanni Basciano, si sbilancia: «Le insistenti voci di un prossimo cambio di assessore all’Agricoltura ci preoccupano non poco». E aggiunge: «Se da un lato in questi anni abbiamo avuto modo di apprezzare l’operato dell’assessore Edy Bandiera, i risultati raggiunti in termini di spesa, sia con il Psr che con il Feamp e la sua sensibilità alle richieste delle categorie in difficoltà, dall’altro la gravità del momento e la necessità di chiudere la programmazione, richiedono a nostro avviso continuità di azione da parte di chi in questi anni ha dimostrato capacità, conoscenza e vicinanza con le filiere dell’agroalimentare siciliano».
Distaccata e critica la posizione di Legacoop Sicilia, soprattutto per quel che riguarda la spesa: «Pur apprezzando il lavoro fin qui svolto dall’assessore Bandiera – dichiara a Sicilia Verde il presidente regionale, Filippo Parrino – non possiamo ritenerci soddisfatti né per la velocità né per il livello della spesa dei fondi comunitari: in un momento critico come quello che stiamo vivendo, le aziende si aspettano maggiore celerità ed efficienza dalla macchina burocratica che dovrebbe essere rafforzata, così come dovrebbe essere rafforzato il sostegno alle imprese che intendono investire in Sicilia e che dalla pandemia sono state letteralmente messe in ginocchio».
Distretti produttivi in posizione modulata
Da Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, il riconoscimento di avere lavorato bene in questi anni con l’assessore Edy Bandiera, ma allo stesso tempo la necessità di prendere le distanze dalla politica dei Palazzi e dal “manuale Cencelli” delle poltrone. «Sinceramente – dichiara Argentati – in questo momento il cambio dell’assessore all’agricoltura non mi sembra una priorità per la Sicilia, almeno di quella parte dell’Isola che non si occupa di politica, ma che dalla politica avrebbe bisogno di stabilità. Si tratta di scelte che, temo, abbiano poco a che fare con il valore della persona in sé, ma solo con equilibri interni alla maggioranza di governo».
Come è accaduto lo scorso maggio, si ripete, invece, il coro unanime delle oltre 400 imprese che fanno parte del Doses-Distretto Orticolo del Sud-Est Sicilia e del Distretto del Cibo del Sud-Est Siciliano: “Il rimpasto – è scritto in una nota – non s’ha da fare: è una questione di buon senso, soprattutto per un settore nevralgico come quello agricolo”.
«È in corso una crisi sociale senza precedenti – dichiara il presidente del Doses, Antonio Cassarino – e siamo fortemente preoccupati della sopravvivenza delle nostre famiglie e dei nostri dipendenti. E proprio ora fa capolino l’idea di un rimpasto per l’Assessorato all’agricoltura?». Continua poi Cassarino: «Mi appello al Presidente Musumeci perché la Sicilia non può permettersi lungaggini, staffette e qualsivoglia gioco. Tra l’altro le competenze e la dinamicità di Edy Bandiera sono indiscusse, quindi perché cambiare qualcosa che finalmente funziona?»
Anche il presidente del Distretto del Cibo del Sud-Est Siciliano, Domenico Di Stefano, manifesta preoccupazione: «Occorre una strategia condivisa tra le filiere al fine di rafforzare e di rilanciare il comparto agroalimentare e per promuovere incontri B2B sia con i rappresentanti nazionali della Gdo e il canale Horeca. poiché l’emergenza Covid-19 ha rivoluzionato gli scenari e le abitudini dei consumatori. Un rimpasto adesso non gioverebbe assolutamente al tessuto socio-economico agricolo».
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