Cannabidiolo tra gli stupefacenti. Decisione blocca filiera della canapa

Cannabidiolo tra gli stupefacenti. Decisione  blocca filiera della canapa
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Preoccupazione tra gli agricoltori che che hanno deciso di investire con grande coraggio e forza di volontà sulla canapa industriale. Colpa delle recenti disposizioni del ministero della Salute che ha inserito le composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di cannabis, nell’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope. “Questa decisione rischia determinare ulteriori e più forti battute di arresto della filiera della canapa”, spiega Agrinsieme, il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari in una lettera indirizzata al Sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate per rappresentare le perplessità della filiera a proposito dei contenuti di un decreto del Ministero della Salute che entrerà in vigore alla fine del mese di ottobre 2020.

Il settore, invece – sottolineano le associazioni riunite in Agrinsieme – necessita di un quadro normativo chiaro che disciplini l’utilizzo delle diverse destinazioni d’uso della canapa industriale, con particolare riferimento a tutti quei settori della bioeconomia che offrono maggiori opportunità di reddito, quali ad esempio la nutraceutica, la biocosmesi e la salute della persona.

“Quella della canapa industriale, infatti, è una coltura di grande importanza per la diversificazione del reddito degli agricoltori, che negli ultimi anni ha fatto registrare una crescita importante delle superfici coltivate e i cui margini di crescita sono molto più ampi, tenuto conto di tutte le filiere attivabili da questa coltivazione; parliamo di una coltura dal grandissimo potenziale, agricolo e non solo, che vanta una tradizione secolare nel nostro Paese, che fino alla metà del Novecento era il maggior produttore comunitario e il secondo a livello mondiale”, ricorda Agrinsieme.

Si apre però uno spiraglio, almeno per quel che riguarda la discussione e il confronto su un tema tanto delicato che investe numerose responsabilità e competenze. Si guarda, infatti, con fiducia all’annunciata costituzione del Tavolo di filiera interministeriale che, a partire dal Mipaaf coinvolgerà i ministeri della Salute, dell’Interno, della Giustizia e dello Sviluppo Economico e tutti gli attori del comparto.

Il Tavolo potrà avere un ruolo fondamentale sia per la definizione di un piano di settore, che parta dall’agricoltura e che arrivi alla bioeconomia, che per dipanare la matassa di tutte le incertezze normative legate alle singole destinazioni d’uso della cannabis sativa che frenano lo sviluppo della filiera della canapa e di una coltura che può rappresentare un’importante opportunità di integrazione del reddito delle imprese e delle cooperative agricole.

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