Grano duro estero spacciato per italiano: interrogazione al Senato

Grano duro estero spacciato per italiano: interrogazione al Senato
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La notizia è inquietante: da alcuni giorni alcuni importanti traders acquisterebbero grano duro estero – quasi certamente di dubbia qualità visto il basso prezzo – per rivenderlo ai commercianti locali.  Sulle relative fatture verrebbe riportata la dicitura “grano duro naz.”, elemento fuorviante dal momento che non si tratterebbe di prodotto nazionale, bensì “nazionalizzato”, dunque di importazione. A denunciare l’ennesimo “truffa” nei confronti del vero grano duro italiano è il senatore Saverio De Bonis, componente della IX Commissione Agricoltura del Senato, che su questo nuovo abuso riguardante i prezzi del grano, ha presentato nei giorni scorsi a Palazzo Madama un’interrogazione al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova.

«Nel mercato del grano – ha detto De Bonis presentando l’interrogazione – assistiamo ancora una volta a comportamenti opachi che sono ai limiti della frode. Il grano duro estero, di dubbia qualità e salubrità, viene immesso in maniera poco chiara nel calderone della produzione nazionale, e questo non fa che drogare il mercato, deprimere la domanda di grano italiano e abbassare il prezzo di quest’ultimo che, dato il minore quantitativo e la maggiore qualità, dovrebbe in teoria avere quotazioni più elevate. Per questo motivo ho presentato questa nuova interrogazione al ministro Bellanova, perché chiarisca con urgenza che cosa intende fare per fermare queste pratiche malsane e se non sia opportuno rafforzare i controlli sui grani stranieri, dal loro arrivo nei porti italiani fino alla loro trasformazione in pasta». Nel caso specifico, ha spiegato De Bonis, sarebbe doveroso che venisse riportata una dicitura onesta e chiara: “Grano duro d’importazione nazionalizzato».

Del resto, ha proseguito il senatore, «non possiamo considerare un caso che, in un momento di crescita del prezzo del grano locale, anche per la scarsa disponibilità di prodotto, è bastato il semplice arrivo di tali grani esteri per invertire la tendenza di mercato. E ricordiamo che questi prodotti recano non di rado tracce di glifosato, un agente altamente nocivo per la salute che viene usato per contrastare le condizioni climatiche avverse dei paesi di produzione. In base al principio di precauzione sancito anche a livello comunitario, le nostre istituzioni hanno dunque il preciso dovere di vigilare attentamente su queste merci importate e di far rispettare gli standard di qualità e salubrità nazionali ed europei».

«Senza voler demonizzare nessun settore – ha concluso De Bonis -, non è possibile chiudere gli occhi di fronte a queste pratiche e lasciare che siano penalizzati i nostri produttori, i quali si fanno garanti di un prodotto salubre e di qualità. La tutela della salute dei consumatori passa anche attraverso la protezione degli equi prezzi di vendita del grano dei cerealicoltori».

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