Prodotti locali e bio nelle mense dell’Isola. Aiab Sicilia: legge inapplicata

Prodotti locali e bio nelle mense dell’Isola. Aiab Sicilia: legge inapplicata
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La legge c’è ed è stata varata dal parlamento siciliano ben 15 anni fa. Anzi, quando venne varata era addirittura all’avanguardia in Italia. Ma come capita spesso in Sicilia, alle buone intenzioni è seguita la totale latitanza delle istituzioni. Stiamo parlando dell’articolo 18 della legge regionale 22 dicembre 2005 n.20 che si applica alla ristorazione collettiva (ospedali, Rsa, scuole, uffici pubblici e soggetti privati convenzionati) e che prevede nelle mense pubbliche l’utilizzo di prodotti del territorio, preferibilmente biologici.

La norma – che è dedicata alla qualità degli alimenti nella ristorazione collettiva scolastica e prescolastica, delle strutture ospedaliere e dei luoghi di cura pubblici e di quelli convenzionati con la Regione, degli uffici pubblici appartenenti alla Regione, agli enti locali e ai soggetti privati convenzionati – vieta (a decorrere dal 1° luglio 2006), la somministrazione di prodotti ottenuti da Ogm. Ma non solo. La legge prevede anche che “per garantire la sicurezza alimentare dei consumatori”, i soggetti che gestiscono o svolgono le attività di ristorazione collettiva pubblica, debbano prevedere “nelle diete giornaliere l’utilizzazione di prodotti biologici e tradizionali, dando priorità a quelli a denominazione protetta e a indicazione geografica tipica”. 

Chi ha avuto la sfortuna di finire in ospedale anche solo per assistere un congiunto, oppure chi ha figli in età scolare che (fortunati loro) fruiscono del servizio di refezione scolastica, avrà avuto modo di verificare un dato certo: la norma prevista dall’art. 18 viene rispettata raramente.

Per questo, adesso, Aiab Sicilia ha deciso di avviare un’indagine sulle mense pubbliche. Agli operatori del settore verrà distribuito un questionario a cui rispondere in forma anonima. «L’obiettivo è di raccogliere suggerimenti, pareri, esperienze e difficoltà che possono avere determinato lo scarso uso di prodotti biologici e di qualità certificata (Igp, Dop e Pat, ndr) nella refezione pubblica», spiega Alfio Furnari, presidente di Aiab Sicilia.

La Sicilia è la prima regione in Italia per produzioni biologiche e può vantare 32 prodotti tra Dop e Igp, mentre sono 264 i Prodotti Tipici Tradizionali (Pat) riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. «Ci sarebbe, insomma, l’imbarazzo della scelta per chi si occupa di rifornire le mense», osserva Furnari.

L’indagine è rivolta a chi opera nella pubblica amministrazione, negli ospedali pubblici, nelle Rsa convenzionate e nelle scuole e ha l’obiettivo di informare i responsabili delle strutture sulle indicazioni previste dalla legge. Verranno anche analizzati i problemi e le difficoltà operative e procedurali che emergeranno dall’indagine, dopo di che si potranno elaborare una serie di indicazioni da sottoporre al legislatore, agli amministratori e ai tecnici responsabili dell’applicazione della normativa. «Proporremo al Governo regionale ed ai responsabili degli assessorati interessati dell’Agricoltura, della Sanità, dell’Istruzione, dello Sviluppo Economico, degli Enti territoriali, e alle imprese della filiera agroalimentare le azioni necessarie per la completa applicazione della legge», conclude il presidente di Aiab Sicilia.

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