Caporalato, sdegno per il delitto del giovane pakistano. I sindacati: ora basta

Caporalato, sdegno per il delitto del giovane pakistano. I sindacati: ora basta
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La vicenda di Adnan Siddique, pakistano di 32 anni, accoltellato a morte come punizione per avere preso le difese di alcuni suoi connazionali sfruttati dai caporali (a quanto pare, anch’essi pakistani) nella campagne tra Agrigento e Caltanissetta, ha riacceso i fari sul fenomeno del caporalato e dello sfruttamento della manodopera agricola. 

E non hanno perso occasione Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino, segretari regionali rispettivamente di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil per sollecitare il governo regionale a varare provvedimenti simili a quelli di altre regioni: «Da anni chiediamo una legge regionale per rafforzare gli strumenti di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo nel settore. Adesso il governo Musumeci faccia un passo concreto convocando non solo le organizzazioni sindacali ma anche le associazioni datoriali per un percorso di approfondimento, confronto e definizione di misure in grado di mettere la nostra Regione alla pari di altre che in Italia sono già intervenute in materia». 

Manca, Russo e Marino hanno chiesto al Presidente della Regione un “incontro urgente”. C’è l’esigenza, spiegano, di una “bonifica delle paludi costituite dal lavoro nero” e ricordano «l’occasione epocale rappresentata dal recente decreto nazionale sulle regolarizzazioni che ora impone alla Regione una verifica sulla effettiva capacità degli Ispettorati del Lavoro a fare fronte, presto e bene, ai compiti richiesti dalla legge».  

E ancora a proposito dell’auspicata legge siciliana anticaporalato, i segretari generali di Fai, Flai e Uila Sicilia ricordano fra l’altro «l’esperienza del Lazio in cui sono ormai da tempo in vigore norme che, accogliendo numerose proposte sindacali, valorizzano il ruolo della rete del lavoro agricolo di qualità». «Questo strumento, introdotto dal Parlamento nazionale con l’ormai storica legge 199, prevede – spiegano Manca, Russo e Marino – una sinergia tra istituzioni, sindacato e associazioni d’impresa per promuovere la legalità nella filiera agroalimentare intervenendo particolarmente su mercato del lavoro, trasporto e accoglienza degli operai agricoli. In Sicilia, chiediamo anche il pieno coinvolgimento delle organizzazioni dei consumatori perché questa battaglia di civiltà si combatte già quando si fa la spesa, escludendo dal carrello i prodotti delle aziende-pirata. Attendiamo ora che la Regione faccia un passo avanti. Sarebbe anche questo un buon modo per ripartire in sicurezza e legalità».

L’omicidio del giovane pakistano ha suscitato parecchio sdegno e numerose reazioni, anche per le modalità mafiose con il quale è avvenuto. Un crudele messaggio lanciato da queste mafie formate da cittadini stranieri che, in alcuni settori, hanno ormai preso il sopravvento persino nei confronti della delinquenza locale. E la mafia del lavoro nero e del caporalato in agricoltura è quella che più di altre si è ormai imposta in buona parte delle campagne del Meridione d’Italia.

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