Sanatoria migranti, flop del governo. Presentate finora solo 9.500 richieste

Sanatoria migranti, flop del governo. Presentate finora solo 9.500 richieste
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La “sanatoria migranti” inserita all’interno del Decreto Rilancio del governo, che doveva risolvere il problema della mancanza di braccianti nelle campagne italiane, s’è rivelata ad oggi un clamoroso flop. Da lunedì primo giugno datori di lavoro e lavoratori interessati  potevano già presentare le domande e, dal giorno dopo, iniziare a lavorare. Ma per ora sono soltanto qualche centinaio in tutta Italia le richieste di regolarizzazione delle posizioni, un dato ridicolo se si pensa a tutte le polemiche e allo scontro politico che c’è stato nelle scorse settimane per fare passare questo provvedimento sulla sanatoria che, secondo la maggioranza di governo, avrebbe dovuto sconfiggere il fenomeno del caporalato e del lavoro nero, presente soprattutto nel regioni del Meridione.

Ancora non ci sono dati ufficiali: i primi infatti verrano comunicati dal Viminale soltanto il 15 giugno prossimo. Ma secondo l’agenzia di stampa Agi, che ha raccolto alcune indiscrezioni, sembra che ad oggi le domande di sanatoria presentate siano circa 9.500. Nulla rispetto alle 220mila richieste che, secondo le stime del governo Conte, dovrebbero arrivare entro il 15 luglio, data di scadenza dei termini di presentazione delle domande. Peraltro, c’è da aggiungere che la maggior parte delle richieste già presentate riguardano la regolarizzazione di colf e badanti; la presenza di lavoratori agricoli è insomma ridotta all’osso.

La cosiddetta “sanatoria migranti”, lo ricordiamo, è stata fortemente voluta dal ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, la quale era addirittura dovuta ricorrere alla minaccia di dimissioni se il governo non avesse dato il via libera al provvedimento. I settori interessati sono l’agricoltura, l’allevamento e la zootecnia, la pesca e l’acquacoltura e le connesse. Ma anche l’assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, anche non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza nonché il lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

La procedura, presso lo Sportello unico per l’immigrazione istituito nelle Prefetture, riguarda i datori di lavoro operanti nei settori indicati che presentano istanza in favore di cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno scaduto il 31 ottobre 2019 e ora con la possibilità di rinnovo semestrale.

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