Alibaba, Amazon ed eBay: i tre colossi nel mirino dell’Ispettorato antifrodi

Alibaba, Amazon ed eBay: i tre colossi nel mirino dell’Ispettorato antifrodi
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E-commerce nel mirino dell’Ispettorato antifrodi. Il monitoraggio sui canali delle vendite online – vendite caratterizzate da un notevole incremento di accessi in questi ultimi tre mesi – e la segnalazione di cosiddette “pratiche sleali”, sono ormai attività costanti e quotidiane. Nel trimestre febbraio-aprile di quest’anno l’Ispettorato ha operato 445 interventi per la rimozione su Alibaba, Amazon e eBay, di inserzioni irregolari di prodotti agroalimentari. L’Ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche agricole ha inoltre partecipato al Piano europeo di controllo sulle vendite e sulla pubblicità online di prodotti alimentari con riferimenti al Covid-19, effettuando 35 interventi sul web, e segnalando alla Commissione Ue 35 prodotti irregolari, tra i quali integratori alimentari, estratti di erbe, the, funghi e miele.

Ma l’attività sull’online è solo un segmento della complessiva azione di controllo svolta dall’Ispettorato antifrodi, che ieri ha diffuso i dati complessivi relativi agli interventi svolti sulla filiera agroalimentare. Vediamoli: dal primo febbraio al 30 aprile di quest’anno, in piena fase di emergenza Coronavirus, sono stati effettuati 21.172 controlli antifrode, di cui 2.543 ispezioni direttamente presso gli stabilimenti di produzione, con particolare attenzione ai prodotti di qualità Dop, Igp, al biologico e al settore oleario e vitivinicolo.

Sul sito del Mipaaf è possibile trovare il Report integrale sull’attività dell’Ispettorato antifrodi del ministero nei tre mesi di emergenza Covid-19, durante i quali non è venuto meno il controllo della regolarità della produzione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari, per garantire, anche durante il lockdown, qualità e sicurezza.

Oltre un terzo delle verifiche sono state svolte nell’area settentrionale del Paese, il 17% nelle regioni Lombardia e Veneto, a garanzia del mantenimento di alcune delle maggiori eccellenze del made in Italy: il Grana Padano Dop, con oltre 5,2 milioni di forme e il “Sistema Prosecco“, con oltre 600 milioni di bottiglie prodotte (dati 2019). I tassi di irregolarità riscontrato sono stati in linea con gli indici registrati nei periodi precedenti lo stato di emergenza.

«La sicurezza alimentare, la trasparenza, la qualità e la salubrità delle produzioni sono la nostra priorità. Soprattutto in questo periodo cosi critico è nostro dovere salvaguardare la salute dei cittadini, la reputazione del nostro Paese e l’intera filiera agroalimentare italiana, che in questi mesi con enorme sforzo e grande responsabilità ha continuato a produrre, garantendo al Paese cibo sano e di qualità», spiega il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova. E continua: «Per questo considero con particolare attenzione il lavoro e l’impegno delle ispettrici e degli ispettori dell’Icqrf che anche in questi tre difficili mesi hanno fronteggiato l’emergenza e non hanno mai smesso di vigilare, per il bene della collettività e delle moltissime imprese che lavorano con impegno e sacrificio, contro le pratiche sleali e gli atteggiamenti speculativi che danneggiano le filiere. Pratiche ancor più intollerabili in questo particolare momento».

Scendendo nel dettaglio, il 67% dell’attività ispettiva ha interessato i settori vitivinicolo, oleario e lattiero-caseario ma anche settori merceologici e prodotti che, in seguito all’emergenza Covid-19 e al conseguente isolamento domestico, hanno registrato sostanziali incrementi delle vendite, come le carni, le uova, la pasta, il riso e, in generale, i prodotti alimentari preconfezionati.

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