UniCredit-Nomisma: enoturismo nuovo motore della Sicilia del vino
PALERMO – In un panorama internazionale segnato da mercati incerti e contrazioni dell’export, la viticoltura siciliana scopre una leva strategica fondamentale: l’enoturismo. Non più un semplice “piano B”, ma un asset da 3,1 miliardi di euro a livello nazionale che in Sicilia sta mostrando performance superiori alla media.
Enoturismo: l’asset della crescita
Mentre l’isola è cresciuta negli arrivi turistici medi del 12,4% tra il 2019 e il 2024, le aree a vocazione vinicola hanno corso molto più velocemente: i comuni legati all’Etna Doc, ad esempio, hanno registrato un incremento del 17,4%.
L’identikit dell’enoturista che sceglie la Sicilia è prevalentemente internazionale (statunitensi, tedeschi e inglesi), con un’età compresa tra i 40 e i 55 anni. Pur non essendo necessariamente un esperto di vino, questo visitatore cerca esperienze personalizzate, immersive e integrate con la cultura locale. Per le cantine siciliane, questa è un’opportunità d’oro per colmare i gap di conoscenza e trasformare il turista in un ambasciatore del brand.
Export: il boom dei bianchi Dop sfida i dazi
Il 2025 è stato un anno complesso per il comparto. L’export italiano ha segnato un -3,6% a valore, con cali pesanti in Nord America e mercati chiave come gli USA (-12%) e la Cina (-15%). Anche i rossi Dop siciliani hanno sofferto, perdendo l’11%.
In questo scenario, spicca la straordinaria resilienza dei bianchi fermi Dop della Sicilia. Nonostante i dazi di Trump e la flessione generale del mercato statunitense, i bianchi dell’isola sono cresciuti dell’8,4% negli Usa e del 2,4% a livello globale. Un successo che poggia su fondamenta solide: la produzione regionale si attesta su 2,7 milioni di ettolitri, con una quota di vini a denominazione (Dop e Igp) vicina all’80%, ben al di sopra della media nazionale del 72%. All’opposto il caso dei rossi Dop della Sicilia che perdono, sempre in termini di export, l’11% rispetto all’anno precedente, trainati al ribasso proprio dagli Usa, primo mercato di sbocco.
Sicilia en Primeur 2026: Palermo al centro del mondo
Per consolidare questo trend, Assovini Sicilia ha presentato l’edizione 2026 di Sicilia en Primeur, che si terrà a Palermo dall’11 al 15 maggio. L’evento, nato nel 2003, porterà la stampa internazionale alla scoperta della biodiversità dell’isola attraverso 12 itinerari differenti e degustazioni tecniche.
«Il wine tourism ci consente di raccontare il vino come prodotto culturale parte di un contesto più ampio dove convivono paesaggio, storie, produttori e gastronomia», ha sottolineato Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia. Una strategia che punta tutto sul territorio, fattore che oggi guida le scelte di oltre quattro consumatori su dieci.
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