Serre hi-tech e risparmio idrico: a Ragusa il futuro dell’orticoltura mediterranea

Serre hi-tech e risparmio idrico: a Ragusa il futuro dell’orticoltura mediterranea

La transizione dell’orticoltura mediterranea passa da Ragusa. Il 29 aprile la città siciliana ospiterà un workshop internazionale dedicato alle soluzioni più avanzate per rendere le colture protette più efficienti, sostenibili e digitali. Un appuntamento che mette al centro una delle sfide chiave per il Sud Europa: produrre di più consumando meno risorse.

L’evento che si terrà presso la sala conferenze dell’Ordine degli Agronomi (Via G. Deledda 76), si inserisce nel progetto PROTECHMED (Soluzioni innovative per la transizione tecnologica del settore orticolo mediterraneo), un’iniziativa cofinanziata dal programma Interreg Next Med, che si basa sulla collaborazione tra Svi.Med. – Centro EuroMediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile (Italia, Ragusa), Ciheam Bari (Italia), Università della Tessaglia (Grecia), Ministero dell’Agricoltura di Malta, Akdeniz University (Turchia), Lari – Ministero dell’Agricoltura (Libano), Biat – Business Incubator (Libano) e Utap – Unione Tunisina dell’Agricoltura e della Pesca (Tunisia). Un network euro-mediterraneo che punta a condividere conoscenze e tecnologie per innovare il settore orticolo, con un focus particolare sulle coltivazioni in serra.

Acqua, energia, nutrienti: la sfida è l’efficienza

Il cuore del progetto è centrato su come affrontare la scarsità idrica e migliorare l’uso di risorse sempre più preziose come acqua, energia e fertilizzanti. Temi cruciali per la Sicilia e per tutto il bacino mediterraneo, dove il cambiamento climatico sta ridefinendo le condizioni produttive.

Le soluzioni passano dall’adozione di tecnologie intelligenti: sistemi di fertirrigazione avanzati, sensoristica in campo, piattaforme digitali per il monitoraggio delle colture e modelli produttivi innovativi capaci di ridurre gli sprechi e aumentare la produttività.

Serra 4.0: innovazione continua

La serricoltura siciliana, protagonista del workshop, viene raccontata come un settore in continua evoluzione. Non più solo strutture produttive, ma veri e propri sistemi tecnologici integrati, dove dati e automazione giocano un ruolo sempre più centrale.

Tra i temi in agenda spiccano le tecnologie biodegradabili, i sistemi fuori suolo, le soluzioni per l’efficienza energetica e le applicazioni dell’agricoltura di precisione. Un insieme di strumenti che disegna il passaggio verso un’agricoltura 5.0, più sostenibile e resiliente.

Dalle buone pratiche al catalogo mediterraneo

Uno degli obiettivi concreti del progetto è la creazione di un catalogo delle migliori pratiche nel settore delle colture protette. Un database di soluzioni replicabili, pensato per supportare agricoltori e tecnici nella scelta delle tecnologie più adatte. Un passaggio fondamentale per trasformare l’innovazione in applicazione concreta, evitando che resti confinata a esperienze pilota o casi isolati.

Sicilia laboratorio del Mediterraneo

La scelta di Ragusa non è casuale. Il territorio di questa provincia rappresenta uno dei principali poli orticoli d’Europa, con una lunga tradizione nella coltivazione in serra e una crescente apertura all’innovazione.

Qui, più che altrove, la sfida è già realtà: produrre in modo sostenibile in un contesto climatico complesso, mantenendo competitività sui mercati internazionali.

Un confronto internazionale

Il workshop sarà anche un momento di confronto tra istituzioni, università, centri di ricerca e imprese. Un’occasione per mettere a sistema esperienze diverse e costruire una visione condivisa per il futuro dell’orticoltura mediterranea.

In un contesto in cui le sfide sono comuni – dalla scarsità d’acqua alla pressione sui costi – la risposta non può che essere collettiva.

L’appuntamento di Ragusa segna quindi un passaggio importante: dall’innovazione come opportunità all’innovazione come necessità. E la Sicilia, ancora una volta, si conferma laboratorio strategico per l’agricoltura del Mediterraneo.

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