Pasta siciliana Dop, una scommessa per il grano duro dell’Isola

Pasta siciliana Dop, una scommessa per il grano duro dell’Isola

Il disciplinare della Dop Pasta Siciliana è pronto da qualche settimana. A giorni ci sarà anche il comitato promotore che, come prevede la normativa sul riconoscimento delle denominazioni di origine protette dalla Ue, presenterà la formale richiesta. La rottura degli indugi, se così si può dire, circa la costituzione del Comitato promotore è avvenuta durante la “Giornata della Pasta Siciliana”, l’iniziativa messa in campo dal Distretto Cereali di Sicilia e dal Consorzio di Ricerca G.P.Ballatore che è stata celebrata a Palermo lo scorso 11 dicembre a Villa Airoldi, dove nella mattinata esperti, istituzioni e produttori hanno discusso sul valore di un prodotto che rappresenta l’isola nel mondo. La “Giornata della pasta siciliana” è poi proseguita nel tardo pomeriggio a Le Terrazze di Mondello (frazione balneare del capoluogo siciliano) dove ai componenti del Distretto Cereali di Sicilia e ai loro ospiti è stato offerto un momento conviviale a base di aperitivo e concerto musicale.

Dop Pasta siciliana, come aderire al Comitato promotore

Per aderire al Comitato promotore della Dop Pasta Siciliana due le modalità. La prima è in presenza: si potrà firmare il verbale di costituzione del Comitato il prossimo 20 dicembre presso il Dipartimento regionale dell’Agricoltura. Serve, ovviamente, un documento di identità e, qualora si apponesse la firma nella qualità di legale rappresentante di una struttura societaria o cooperativa, copia del verbale in cui è riportata la decisione dell’organo di governo. In alternativa si potrà inviare il modulo compilato e firmato insieme a copia del documento di identità al Consorzio di ricerca G.P. Ballatore. Il modulo si può scaricare da qui.

Presto in Sicilia una borsa merci telematica per il grano duro

Le novità non finiscono qui. Durante la “Giornata della pasta siciliana”, Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio Palermo-Enna ha “spoilerato” una interessante iniziativa che potrebbe essere già disponibile per la produzione dell’annata 2024-2025. Si tratta della prima borsa telematica siciliana del frumento duro, mai decollata nonostante i tentativi fatti diversi anni fa ad Enna, e tanto attesa dalle aziende cerealicole dell’Isola che finora hanno avuto come riferimento – nella migliore delle ipotesi – la borsa merci di Foggia. 

Con l’istituzione della Dop, dunque, la Sicilia oggi più che mai scommette sulla pasta, trend leader per promuovere tutta la filiera del grano siciliano. A completare il quadro di un comparto che vuole trovare la forza della rinascita, poi, una borsa telematica che diventa punto di riferimento indispensabile per dare il giusto valore all’ingrediente base di un prodotto dotato di un marchio territoriale.

Grano duro siciliano ai minimi storici 

E di forza per rinascere ce ne vuole davvero molta dopo le tante avversità climatiche e le numerose decisioni scellerate degli anni scorsi in ambito Pac. Il combinato disposto delle due componenti ha fatto più che dimezzare la superficie coltivata a frumento duro in Sicilia, arrivata quest’anno ad appena 150 mila ettari appannando poco alla volta l’immagine di una tradizione tanto identitaria, quanto strategica per il futuro dell’agricoltura e dell’agroalimentare, alle prese con incertezze di natura commerciale e legate al cambiamento climatico. 

Con la nascita del Distretto Cereali Sicilia e l’iniziativa della Dop si persegue un importante obiettivo: rafforzare la competitività, l’internazionalizzazione e la crescita delle imprese attive nel settore cerealicolo, con la nuova consapevolezza che è necessario avere la capacità di fare un buon marketing, di saper comunicare un’eccellenza certificata e tracciabile.

«La Giornata della pasta siciliana è solo una piccola parte che emerge delle tante iniziative volte a emancipare una filiera produttiva che ancora oggi continua a fare la differenza nella regione», ha sottolineato Giuseppe Russo, presidente del Distretto che ha poi aggiunto: «C’è voglia di cooperazione in Sicilia, un territorio che è un brand a tutti gli effetti. Per fare sistema abbiamo dato vita al Distretto, una famiglia di decine di aziende per definire una rotta orientata al mercato nazionale e internazionale”.

I numeri del Distretto

Il Distretto produttivo Cereali Sicilia conta circa 70 aziende e un fatturato complessivo di circa 170 milioni di euro. L’accordo di programma è pronto ad accogliere l’interesse di un’altra trentina di realtà dimostrando così la forte volontà di raggiungere traguardi importanti facendo rete. La nascita del Distretto è stata facilitata dall’azione del Consorzio di ricerca Gian Pietro Ballatore, ente regionale che da oltre 25 anni affianca le imprese nei processi di disseminazione ed innovazione tecnologica con particolare riferimento alla filiera cerealicola.

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