Nocciola di Sicilia Igp, un marchio per rilanciare la coricoltura
Sono maturi i tempi per l’Igp Nocciola di Sicilia? Secondo Salvatore Giarratana, coordinatore di un progetto di animazione territoriale ad hoc lanciato dal Gal Nebrodi Plus, sì. Si tratta di mettere a sistema le spinte che arrivano dai produttori. Spinte numerose sì, ma in forma poco strutturata. «Il Gal è consapevole che questa coltura un tempo identitaria dei monti Nebrodi e di altre aree montane della Sicilia ora vive in una sorta di limbo in attesa di un rilancio. Uno dei modi per ridare smalto all’immagine del prodotto, rinnovare l’interesse degli agricoltori verso l’adozione di pratiche colturali meno “minimali” nei corileti, e trovare un buon motivo per aggregare l’offerta, è l’ottenimento di un marchio di qualità e protezione territoriale».
«Il Gal Nebrodi Plus – afferma il presidente Francesco Calanna – è da sempre impegnato nella valorizzazione dei prodotti tipici della Sicilia e ha lanciato questa nuova e significativa iniziativa per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta per la Nocciola di Sicilia che mira a rafforzare il legame tra il territorio siciliano e la coltivazione del nocciolo, una delle risorse più caratterizzanti delle aree montane della Sicilia».
Il processo di animazione territoriale e il coinvolgimento dei produttori locali
Un elemento centrale del progetto è l’animazione territoriale, un processo che coinvolge direttamente le comunità locali e i produttori di nocciola. Il Gal Nebrodi Plus ha messo in atto un ampio programma di incontri sul territorio, con l’obiettivo di raccogliere le riflessioni, i dati e le opinioni degli attori locali, al fine di creare una base solida per la formazione del “Gruppo dei produttori richiedente”. Questo gruppo avrà il compito di presentare la domanda di riconoscimento agli organi statali competenti, che a loro volta la inoltreranno alla Commissione Europea per la valutazione.
Il primo incontro si è svolto lo scorso 16 novembre a Longi, un importante centro corilicolo dei Nebrodi, e il prossimo appuntamento è previsto per il pomeriggio di domani, 14 dicembre, nell’Aula consiliare di Tortorici. Questi incontri sono essenziali per sensibilizzare i produttori e promuovere una partecipazione attiva alla creazione del comitato promotore della Nocciola di Sicilia. L’animazione territoriale, inoltre, si propone di favorire la nascita di aggregazioni tra i produttori, stimolando la cooperazione e la condivisione di buone pratiche agricole.
Perchè l’Igp è importante per la nocciola di Sicilia?
L’Indicazione Geografica Protetta (Igo) è un marchio europeo che garantisce l’origine e la qualità di un prodotto agricolo, con l’intento di tutelare il legame tra il prodotto e il territorio di produzione. Per ottenere il riconoscimento Igp, è fondamentale che il prodotto sia strettamente legato al suo territorio, tanto sotto il profilo geografico quanto culturale. «Nel caso della Nocciola di Sicilia, il progetto avviato dal Gal Nebrodi Plus mira a evidenziare non solo le caratteristiche uniche di questo frutto, ma anche l’importanza storica e culturale delle coltivazioni di nocciolo, che da secoli sono parte integrante dell’economia agricola di molti territori montani della Sicilia», spiega Giarratana.
«L’ottenimento dell’Igp – aggiunge Calanna – rappresenta un’opportunità fondamentale per il rilancio di questo settore, offrendo ai produttori locali una maggiore visibilità sul mercato europeo e internazionale. In un contesto economico sempre più competitivo, il marchio Igp può fare la differenza, conferendo un valore aggiunto al prodotto e garantendo al consumatore una qualità superiore e certificata».
La collaborazione con Unipa e Science4Life per la qualificazione della nocciola
Il progetto per il riconoscimento Igp della Nocciola di Sicilia si avvale della collaborazione di prestigiose istituzioni accademiche siciliane. Insieme alla convenzione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo, il Gal Nebrodi Plus ne ha siglato una anche Science4Life, lo spin-off dell’Università di Messina. L’obiettivo è quello di approfondire la conoscenza delle caratteristiche chimico-fisiche, organolettiche e salutistiche della nocciola siciliana.
Questa fase di ricerca è fondamentale per definire con precisione le peculiarità del prodotto che giustificheranno la sua richiesta di Igp. Le analisi condotte dalle università permetteranno di raccogliere dati scientifici accurati che costituiranno la base per la documentazione tecnica richiesta dalle normative europee. L’iniziativa di ricerca contribuirà non solo a garantire la qualità del prodotto ma anche a promuovere la nocciola siciliana come una delle eccellenze agroalimentari della regione.
Oltre il riconoscimento dell’Igp: nuove opportunità imprenditoriali
Il progetto del Gal Nebrodi Plus non si limita al solo ottenimento del marchio Igp, ma guarda anche al futuro con l’idea di espandere le possibilità di valorizzazione della nocciola siciliana. Sono infatti previsti sviluppi innovativi in campo produttivo, come la creazione di uno snack a base di nocciola, ispirato alla tradizionale “Pasta Reale di Tortorici”, già riconosciuta come Presidio Slow Food. Un’altra iniziativa interessante riguarda la sperimentazione dell’olio di nocciola siciliana, un prodotto dalle notevoli potenzialità in ambito gastronomico e cosmetico.
Queste innovazioni potrebbero rappresentare nuove opportunità imprenditoriali per i produttori locali, ampliando il mercato della nocciola e dei suoi derivati e contribuendo a diversificare l’economia agricola siciliana. L’obiettivo è creare filiere corte che coinvolgano direttamente i produttori, favorendo la nascita di piccole e medie imprese in grado di promuovere i prodotti locali sia in ambito nazionale che internazionale.
