Serre tecnologiche, il rilancio della fascia trasformata iblea in un ottica green

Serre tecnologiche, il rilancio della fascia trasformata iblea in un ottica green
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Serre tecnologiche e sempre più sostenibili. La fascia trasformata siciliana, la più importante del Sud Italia, lungo l’asse costiero che va da Gela fino a Pachino, lancia la sfida per rilancio della filiera produttiva serricola in ottica green. 

In provincia di Ragusa è già realtà grazie al progetto Intesa-Innovazioni tecnologiche nella filiera agroindustriale, promosso nell’ambito del progetto cofinanziato dal programma Eni Italia-Tunisia con fondi Fesr, con il coordinamento progettuale della SoSvi (Società Sviluppo Ibleo) con la collaborazione tecnico-scientifica del Crea del Ministero delle Politiche Agricole.

Presso l’Op Moncada, nel territorio di Ispica, si è svolto il secondo dei sei incontri previsti all’interno del percorso di co-progettazione Living Lab Intesa che ha permesso agli operatori e ai partner di toccare con mano il progresso tecnologico già in atto in alcune serre riconvertite. Un nuovo sistema di produzione per colture protette, utilizzando un modello misto aeroponico e Nft (Nutrient Film Technique) a ciclo chiuso, secondo il sistema Agriponic. 

Un momento dell’incontro tecnico presso l’Op Moncada di Ispica

L’impianto pilota coniuga l’aeroponica, tecnologia utilizzata ed introdotta già dalla Nasa nelle missioni spaziali, in cui le piante vengono coltivate senza l’uso di substrati attraverso la nebulizzazione della soluzione nutritiva direttamente nelle radici, con l’Nft (sistema in cui le piante sono poggiate ad una canalina e le radici si alimentano attraverso un film di soluzione nutritiva). 

Un vero e proprio modello di serra sostenibile, progettato seguendo il metodo della coltivazione a ciclo chiuso misto aeroponico/nft, sistemi di automazione per la fertirrigazione e il trattamento debatterizzante del ricircolo, illuminazione a led e riscaldamento passivo, con numerosi vantaggi per l’ambiente e per il consumatore finale. Meno acqua, meno trattamenti, meno concime, basso impatto del ciclo di vita (Lca) e minore impronta CO2, residuo zero, nichel free, qualità controllata e migliori claim nutrizionali e salutistici grazie ad un prodotto più sano, gustoso e salubre, a prezzi competitivi.

Giovanni Iacono, amministratore delegato SoSvi

Giovanni Iacono, amministratore delegato SoSvi ha illustrato le fasi centrali del progetto: «Il nostro obiettivo consiste nel rafforzare la filiera produttiva agroindustriale del settore serricolo della fascia trasformata iblea. Un’eccellenza territoriale europea, la seconda area, in Europa, dopo la regione dell’Almeria in Spagna, per concentrazione ed estensione di serre orticole e con una propensione all’innovazione tecnologica: già oggi in quasi un quarto delle serre esistenti le coltivazioni sono realizzate in idroponica fuori suolo. Con questa tecnologia si riduce fortemente l’impatto ambientale e si ottiene un risparmio fino a quasi il 90% delle risorse idriche».

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