Decimata la produzione di nocciole in Sicilia, Fas chiede lo stato di calamità

Decimata la produzione di nocciole in Sicilia, Fas chiede lo stato di calamità
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

La magica nocciola dei Nebrodi torna a segnare il passo e quest’anno manca l’appuntamento con i mercati in cui può essere valorizzata. 

Dopo anni in cui la coltura è stata abbandonata per via dello scarso appeal economico, la recente vivacità dei mercati con richieste crescenti del prodotto siciliano si scontra oggi con la mancanza di offerta. Gli eccessi termici verificatesi tra luglio e settembre hanno, infatti, letteralmente decimato la produzione con perdite che in alcune aree sono arrivate perfino all’80 per cento.

“Le aziende sono in ginocchio e sulle loro spalle, oltre alla crisi provocata dalla pandemia – si legge in una nota della Fas, la Federazione Agricoltori Siciliani – si aggiunge il mancato ristoro per le attività di coltivazione realizzate”.

“È tempo che le istituzioni si attivino e accertino il danno al prodotto subìto dalle aziende corilicole – si continua a leggere nella nota di Fas – prima che questo diventi danno all’ambiente per la decisione dei proprietari di abbandonare la coltivazione del nocciolo”.

Cosa fare ora? Le aziende agricole dovranno segnalare al competente Ispettorato provinciale Agricoltura con una semplice lettera i danni subiti dall’azienda, a causa degli eventi atmosferici del giugno/settembre 2021. Nella medesima comunicazione dovranno chiedere  l’accertamento del danno dichiarato.

La Federazione Agricoltori Siciliani, poi, fa appello alle amministrazioni comunali delle aree corilicole a fare altrettanto unendosi alla lotta dei corilicoltori siciliani affinché venga dichiarato lo stato di calamità e vengano riconosciuti i giusti ristori per le aziende corilicole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *