Riforma forestale, infuriano le polemiche sul ddl del governo regionale

Riforma forestale, infuriano le polemiche sul ddl del governo regionale
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Una grande bugia e una “piccola” riforma forestale. Entrambe inaccettabili per gli esecutivi regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil che annunciano per il prossimo 23 luglio un presidio davanti l’Assemblea regionale siciliana. «Il Governo Musumeci, dopo anni di annunci e di bluff, riforme promesse e mai mantenute, ha approvato un disegno di legge che non abbiamo mai potuto discutere nei suoi contenuti prima del passaggio in Giunta ma che in un comunicato ufficiale è stato presentato come “frutto, di un preventivo confronto con le parti sociali”», dichiarano in maniera decisamente polemica gli esecutivi di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Sicilia. I rispettivi segretari, Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino, poi continuano: «La Regione sembra volersi dotare di norme inutili. Anzi, controproducenti per i lavoratori e per i cittadini siciliani. La logica di questa riforma va ribaltata e per questo siamo pronti a una grande mobilitazione per settembre, dopo un percorso di assemblee unitarie in tutte le province con le lavoratrici e i lavoratori che avrà inizio sin dai prossimi giorni».

Gli esecutivi delle tre organizzazioni di categorie aggiungono: «Questa sbandierata riforma a costo zero nasce già morta perché tradisce le attese delle centinaia di amministrazioni locali, che hanno sottoscritto la nostra proposta di investimento sulla difesa dell’ambiente e sulla lotta al dissesto idrogeologico. Evidentemente, però, il Governo Musumeci confonde investimenti con spese. E intanto punta a un blocco indiscriminato del turn-over che mira ad azzerare il Servizio Forestale Pubblico, con il rischio del tutto evidente di futuro ricorso alle privatizzazioni che rappresentano un salto nel buio».

Il disegno di legge esitato dal governo regionale – si legge nella nota sindacale unitaria – prevede, oltre alle tradizionali attività di manutenzione e antincendio, che i forestali svolgano non meglio precisate mansioni di protezione civile e contrasto al randagismo. «La nostra proposta – affermano i segretari di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – ormai da anni a disposizione delle forze politiche regionali, indica tra le competenze della nuova forestale la manutenzione e l’antincendio, gli interventi contro il rischio idrogeologico anche in aree demaniali non incluse nel patrimonio forestale, il recupero dei terreni abbandonati, la gestione produttiva del demanio forestale, la valorizzazione di parchi e riserve. La differenza ci sembra evidente».

Viene considerato, poi, un evidente errore lo smantellamento della quota, peraltro minima, di forestali a tempo indeterminato attualmente in organico che sono la spina dorsale del comparto. «Su di essi, infatti – affermano  Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – si basa la gestione dei cantieri forestali e dei magazzini, degli autoparchi e dei centri operativi, oltre al necessario e mai sufficiente presidio permanente dei boschi. Senza parlare del supporto indispensabile che assicurano alle Direzioni lavori. Pensare di eliminare il contingente di lavoratori a tempo indeterminato vuol dire smantellare la Forestale in Sicilia negando, peraltro, le legittime aspettative di stabilizzazione di molti lavoratori».

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