Accordo sulla Pac al ribasso, ecco tutti punti critici secondo Slow Food
L’accordo sulla riforma della Pac non piace a Slow Food che definisce il risultato dei lunghi negoziati incoerente con le strategie attinenti al Green Deal della Commissione Europea (Farm2Fork e biodiversità), mette a rischio la transizione ambientale ed ecologica, non favorisce i produttori di cibo “buono, pulito e giusto”, e non protegge la salute dei cittadini.
Il risultato del trilogo che riflette per lo più la posizione del Consiglio – sostiene Slow Food – ha portato a una Pac che favorisce ancora l’agricoltura industriale inquinante e la monocoltura a scapito dell’agro-biodiversità. Esattamente il contrario di ciò che è necessario per affrontare le attuali crisi ambientali e sociali.
Alcune modifiche “cosmetiche” sono state inserite nella riforma – si legge nella nota del movimento – ma i punti più critici sono rimasti invariati, aprendo la strada ad un altro ciclo di cinque anni di sostegno all’agricoltura industriale attraverso la spesa pubblica (1/3 del bilancio complessivo europeo).
«Il movimento Slow Food considera l’esito di questi triloghi un’occasione persa per realizzare una reale transizione verso un sistema alimentare sostenibile», afferma Francesco Sottile, agronomo e membro del Comitato esecutivo di Slow Food Italia. E continua: «Mentre le idee e la società avanzano verso una maggiore sostenibilità e il rispetto dell’ambiente, questa politica storica non è stata in grado di avanzare e continuerà a sovvenzionare un modello di agricoltura industriale e insostenibile. La Pac, che rappresenta un terzo del bilancio europeo, sta prendendo una strada diversa dal Green Deal, rendendo incredibilmente difficile il raggiungimento dei suoi obiettivi».
Questi i principali punti critici individuati da Slow Food:
- Nessun requisito per far sì che la Pac sia allineata con il Green Deal dell’Ue in modo vincolante.
- Regole obbligatorie deboli per l’ambiente e la biodiversità: non è incluso nella Pac nessun legame vincolante con gli obiettivi della Strategia Ueper la Biodiversità di avere almeno il 10% del totale della superficie aziendale destinata a spazio naturale non produttivo entro il 2030.
- Nessuna indicazione vincolante che faciliti la transizione dai pesticidi e dai fertilizzanti: la Pac non include nessuno degli obiettivi della strategia Farm to Fork per ridurre i pesticidi e i fertilizzanti del 50% e raggiungere il 25% di agricoltura biologica. Gli strumenti ambientali su base volontaria come gli eco-schemi potrebbero finire per finanziare cambiamenti minimi.
- Nessuna indicazione obbligatoria per gli Stati membri di fissare forti obiettivi ambientali a livello nazionale: la Commissione avrà a sua disposizione strumenti molto deboli per valutare la coerenza dei Psn della Pac con il Green Deal europeo.
- Introduzione tardiva della condizionalità sociale: I pagamenti della Pac saranno legati al rispetto da parte dei beneficiari dei diritti umani e lavorativi dei lavoratori agricoli. Questo è l’unico potenziale risultato positivo dei negoziati, dato che i lavoratori agricoli non erano mai stati presi in considerazione nella Pac prima d’ora. Tuttavia, sarà volontaria fino al 2023, e obbligatoria solo a partire dal 2025. C’è una forte speranza che controlli regolari e una forte implementazione apriranno la strada a migliori condizioni di lavoro per i lavoratori agricoli in tutta Europa.
- Distribuzione iniqua dei sussidi: in Europa, l’80% dei pagamenti va al 20% delle aziende agricole, ostacolando il sostegno agli agricoltori agroecologici e di piccola scala, le cui pratiche preservano la biodiversità, la salute del suolo e aiutano l’ambiente a rigenerarsi. Sono state introdotte misure deboli per risolvere quest’iniquità, confermando lo status quo di questo sistema ingiusto.
- Si prevede che i pagamenti della Pac per gli allevamenti intensivi continueranno (circa 3 miliardi di euro all’anno vanno alla produzione di bestiame): gli eco-schemi per migliorare il benessere degli animali potrebbero potenzialmente diventare sussidi per gli allevamenti industriali.
