Catasto frutticolo, dopo due anni, finalmente qualcosa si muove

Catasto frutticolo, dopo due anni, finalmente qualcosa si muove
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Il catasto frutticolo si farà. Quanto presto non si sa, ma adesso ci sarebbero le condizioni per realizzarlo. Con il nuovo sistema di identificazione delle parcelle agricole (Sipa) previsto dal Decreto Semplificazioni e per la cui adozione apposito decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 aprile, dovrebbe essere presto portato a termine il lavoro per l’istituzione del catasto delle produzioni frutticole nazionali.

Ne ha dato notizia la deputata Maria Marzana (M5S) che a margine del question time in Commissione Agricoltura a Montecitorio ne aveva sollecitato l’istituzione.

Istituito nel 2019 con un apposito articolo inserito all’interno della legge di bilancio e finanziato con 5 milioni di euro (erano previsti 2 milioni per il 2019 e 3 per il 2020) è stato messo in stand-by nonostante fosse richiesto unanimemente dalle associazioni di categoria e dei produttori. Adesso per sbloccare defnitivamente la situazione si attende l’emanazione del previsto decreto ministeriale e il catasto vedrà la luce grazie alla cooperazione di Agea e il coinvolgimento delle associazioni di categoria.

Il catasto frutticolo è uno strumento utile alle imprese e alle istituzioni per realizzare qualsiasi azione di programmazione e di investimento nel comparto che può aiutare ad aumentare gli spazi di contrattazione con la Gdo e a contrastare la concorrenza dei prodotti esteri, garantendo la disponibilità di prodotti italiani ai consumatori e maggiore competitività e redditività ai nostri agricoltori.

«Ringrazio il ministro Patuanelli – ha detto la deputata Maria Marzana – per aver riconosciuto l’importanza di uno strumento ritenuto strategico per la gestione del potenziale produttivo italiano e, in particolare di quelle colture che per gli elevati volumi di produzione e i calendari di maturazione ridotti o sovrapposti generano periodiche crisi di mercato e indeboliscono sia la competitività del settore che la posizione contrattuale dei produttori e delle loro organizzazioni».

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