Cannabis terapeutica, all’Ars disco verde per produrla anche in Sicilia

Cannabis terapeutica, all’Ars disco verde per produrla anche in Sicilia
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Nella legge di stabilità della Regione Siciliana spunta a sorpresa un altro articolo di legge che potrebbe interessare qualche agricoltore siciliano ma soprattutto i tanti ammalati cronici che trovano giovamento dall’uso terapeutico della cannabis. 

Con la nuova norma approvata all’Ars (articolo n.67) e che come tutte le altre attende il voto finale dell’assemblea per diventare legge, si autorizza l’assessorato regionale all’Agricoltura “anche tramite i propri enti strumentali” all’avvio di progetti innovativi (comprese le forme di partenariato con le società presenti sul territorio nazionale) per la produzione e la fornitura di cannabis terapeutica in convenzione con le imprese presenti sul territorio e la cui produzione, in termini qualitativi e quantitativi, soddisfi i parametri richiesti dalle autorità che controllano questo tipo di attività che, com’è ovvio che sia, è super controllata per evitare inquinamenti, abusi e sottrazioni.

La proposta è partita da Carmelo Pullara ma ha trovato l’unanimità dei deputati regionali. «È un traguardo importante per la nostra regione se consideriamo che la cannabis viene utilizzata per i pazienti affetti da patologie che implicano spasticità e dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) e ed è indicata  per il dolore cronico; per nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia e terapia per Hiv; con effetto stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, in pazienti oncologici o affetti da Aids», ha commentato il parlamentare iscritto al Gruppo Misto.

Finora la cannabis indica a uso terapeutico è prodotta ma in quantità non sufficienti a coprire i fabbisogni sempre crescenti, unicamente nello “Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze”. Ciò che non si riesce a produrre nell’unico impianto autorizzato, è stata finora importata a costi proibitivi dall’Olanda e dal Canada.

Gli enti strumentali della Regione che possono essere coinvolti in questi progetti innovativi di produzione in loco sono numerosi. Sto per citarne qualcuno: il vivaio forestale e il vivaio governativo delle viti americane Federico Paulsen. Molti hanno pensato anche all’Esa, l’Ente di sviluppo agricolo, ma per questo ente si potrebbe prospettare un travagliato epilogo visto che la politica regionale dovrà trovare un modo per “aggiustare” la faccenda del credito di 120 milioni vantato nei confronti della Regione.

«Abbiamo accolto positivamente questa proposta normativa di iniziativa parlamentare, ma questo è solo il primo passo – afferma Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia – perché la questione cannabis ad uso terapeutico più che di norme regionali ha la necessità di azioni amministrative, che rendano prima di tutto operativo il decreto a firma dell’assessore regionale alla Salute Razza, pubblicato a gennaio del 2020 e che indica le Linee di indirizzo utili all’utilizzo e alla rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario regionale, quindi la gratuità dei farmaci a base di cannabis terapeutica per i paziente affetti da dolore cronico».

Al momento la fornitura gratuita del farmaco è ostacolata dall’assenza, nella maggior parte delle province, delle necessarie convenzioni fra Asp e farmacie (le convenzioni risultano attualmente stipulate nelle ex province di Messina, Ragusa e Caltanissetta). «Per questo – prosegue Foti – abbiamo predisposto anche un ordine del giorno, firmato trasversalmente da diversi deputati, che presenta un dettagliato elenco di impegni che il governo regionale deve assumere non solo per far funzionare e migliorare il decreto, ma anche per intraprendere il percorso utile a permettere la coltivazione della cannabis terapeutica in Sicilia. Si tratterebbe di un’occasione unica, capace di dare risposte alla crescente richiesta del farmaco a beneficio di numerosi pazienti e che potrebbe avviare un’importante filiera, anche vantaggiosa dal punto di vista economico».

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