Disegno di legge sul bio, disco verde da Comagri Senato

Disegno di legge sul bio, disco verde da Comagri Senato
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Primo passo per la legge nazionale sull’agricoltura biologica dal titolo “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”. La proposta normativa sul bio che da tempo era “in lavorazione” in Commissione Agricoltura del Senato, è stata licenziata nella mattinata di oggi, 13 gennaio. 

«Con questa norma – spiega il senatore M5S Francesco Mollame che è stato relatore della norma in Commissione Agricoltura – si introducono azioni di salvaguardia, promozione e sviluppo della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico, semplificazione amministrativa e maggiori strumenti per la ricerca». Tra le novità normative previste dal disegno di legge, c’è l’istituzione di un marchio per il bio italiano così da distinguere tutti i prodotti biologici realizzati con materie prime coltivate o allevate nel nostro Paese. «Un modo – aggiunge Mollame – per garantire la massima trasparenza sull’origine e la filiera dei prodotti e per rendere maggiormente consapevoli i consumatori».

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Il senatore M5S Francesco Mollame

Il testo del provvedimento che adesso approda nell’Aula di Palazzo Madama per il voto conclusivo del Senato per poi ritornare alla Camera per la definitiva approvazione, prevede l’istituzione presso il Ministero delle Politiche Agricole di un tavolo tecnico per la produzione biologica che coinvolgerà esperti, ricercatori e rappresentanti del settore della produzione biologica al fine di individuare le criticità del settore e offrire le relative soluzioni. Tra i compiti del tavolo: delineare indirizzi e definire le priorità per il Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica; esprimere pareri sui provvedimenti di carattere nazionale ed europeo; proporre attività di promozione nonché individuare strategie per favorire l’ingresso e la conversione delle aziende convenzionali al biologico. Viene rafforzata, poi, la filiera biologica attraverso la promozione dell’aggregazione tra produttori.

Soddisfatto il sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, che ha seguito l’iter in Senato per il Mipaaf: «Saremo i primi al mondo a riconoscere per legge i bio-distretti dando così il giusto valore agli attori che operano nei tanti distretti biologici italiani e permetteremo lo sviluppo e la crescita di questi virtuosi sistemi produttivi locali. Grazie a questa legge rispondiamo ad esigenze di un settore, quello agricolo, che da anni attende aggiornamenti normativi e migliorie per la tutela del comparto biologico». 

Il biologico, lo ricordiamo, è un settore in costante crescita e rappresenta una fetta importante del made in Italy, con il Bel Paese tra i leader in Europa. L’estensione dedicata al bio è di 2 milioni di ettari, pari al 15% della superficie agricola nazionale con 80 mila operatori. Il primato tocca alla Sicilia dove, secondo le statistiche 2019 del Sinab, ci sono oltre 370 mila ettari coltivati in bio e più di 22 mila operatori. I dati raccolti nel 2020 dalla Regione Sicilia marcano ancora di più questo primato: i 440 mila ettari pongono, infatti, l’Isola sul gradino più alto del podio delle regioni europee. 

“Ora non si perda più tempo – esorta in una nota Cia-Agricoltori Italiani – ma si vada velocemente verso l’ok definitivo di una norma che il mondo agricolo aspetta da anni e che è indispensabile anche per far fronte alle sfide della transizione verde europea. Il Paese ora deve accelerare su una solida dotazione interna di regole chiare e certe per il settore”.

“Con il Covid che spinge i consumi domestici di alimenti bio al record di 3,3 miliardi di euro grazie alla svolta green degli italiani costretti in casa dalla pandemia – afferma Coldiretti – il via libera al ddl sul biologico rappresenta un passo importante verso la tutela dei consumatori e delle vere produzioni Made in Italy“.

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