Con il sistema Akis riparte in Sicilia la consulenza agricola gratuita

Con il sistema Akis riparte in Sicilia la consulenza agricola gratuita
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Torna l’assistenza tecnica e la consulenza per le aziende agricole siciliane. Su richiesta dell’Europa, la Regione Siciliana ha deciso di adeguarsi ai dettami di Bruxelles mettendo in campo tutto quello che si cela dietro il termine Akis, Agricultural Knowledge and Innovation System o Sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura. Una vera e propria marcia indietro, visto che questa decisione arriva a qualche anno dallo smantellamento del servizio di assistenza tecnica che era stato realizzato dalla Sicilia con la legge regionale n.73/77. Un provvedimento che all’epoca era stato antesignano rispetto alla situazione delle altre regioni italiane e persino di qualche Paese europeo.

Akis è l’”insieme di organizzazioni e soggetti che operano in agricoltura, e di legami e interazioni fra loro, impegnati nella produzione, trasformazione, trasmissione, conservazione, recupero, integrazione, diffusione e utilizzo della conoscenza e dell’informazione, con lo scopo di lavorare sinergicamente per supportare il processo decisionale e di risoluzione di problemi e l’innovazione in agricoltura”. In parole povere, si tratta di quello che anni fa veniva inserito all’interno della grande categoria dei “Servizi allo sviluppo” (gli Extension Services anglosassoni) o ancora dell’assistenza tecnica agricola.

C’erano una volta le Soat e le Sopat

Appartengono a un passato neanche troppo lontano le Sezioni Operative di Assistenza Tecnica: le Sopat dell’Esa e le Soat dell’Assessorato regionale all’agricoltura (quest’ultime spazzate via dall’applicazione della legge 11 agosto 2014, n. 116). Proprio in queste ultime confluirono centinaia di tecnici formati dai Cifda, i Consorzi Interregionali per la formazione dei divulgatori agricoli, grazie ai cospicui finanziamenti europei dell’epoca. Poi gran parte di questi divulgatori agricoli sono finiti a fare i burocrati, perfino in rami dell’amministrazione regionale diversi dall’agricoltura. Ma questa è un’altra storia.

In arrivo i nuovi consulenti per le aziende agricole

Presto – assicurano all’assessorato regionale all’Agricoltura – torneranno in campo i consulenti “indipendenti” che, come succedeva fino a qualche anno fa, assisteranno le aziende in forma gratuita. Dopo anni in cui alle aziende gli unici consigli tecnici gratuiti sono arrivati da consulenti interessati a vendere prodotti per l’agricoltura, nei prossimi mesi a fornire consigli, indicazioni, suggerimenti saranno tecnici specializzati che lavorano per organismi di consulenza pubblici o privati riconosciuti dalla Regione Sicilia e iscritti in un apposito registro nazionale. La domanda di riconoscimento degli organismi di consulenza dovrà essere presentata entro il prossimo 31 gennaio. Per gli anni a venire altre strutture potranno essere riconosciute se presenteranno domanda tra l’1 e il 31 gennaio. Le indicazioni sono contenute nell’avviso pubblicato lo scorso 15 dicembre che sostituisce integralmente il precedente allegato al D.D.G. n. 147 del 20/02/2019.

Ma perchè sostituire l’avviso per l’accreditamento degli enti a distanza di quasi due anni? «È stato necessario aggiustare il tiro – spiegano all’assessorato Agricoltura – per contrastare l’emergenza economica e sociale derivante dall’epidemia da Covid-19». Così è stato introdotto il parametro di “territorializzazione” dei servizi di consulenza per far fronte alle difficoltà insite nello spostamento fisico e “per un’ottimizzazione delle consulenze stesse legate al territorio laddove si reputa ancor più necessario la vicinanza dei tecnici in azienda”. Quattordici gli ambiti territoriali: Trapani, Palermitano-Alto Belice, Belice-Carboj, Madonie, Monti Sicani, Agrigento, Nebrodi, Enna, Caltanissetta, Messina-Peloritani, Etna, Calatino, Siracusa, Ragusa.

Criterio di separatezza e incompatibilità

Per tutti gli organismi pubblici e privati che intendano chiedere il riconoscimento, deve essere rispettato il principio della separatezza e dell’incompatibilità. In pratica, l’organismo di consulenza non può svolgere alcuna funzione di controllo sull’erogazione di finanziamenti pubblici in agricoltura e nel settore agroalimentare, nonché sulla legittimità e sulla regolarità delle predette erogazioni. Fu proprio il rispetto di questo principio a determinare l’azzeramento dei servizi allo sviluppo assicurati fino a qualche anno fa dall’assessorato regionale all’agricoltura. Analogamente, neanche le società di consulenza convenzionate con i Centri di Assistenza Agricola potranno richiedere il riconoscimento e fornire poi consulenza gratuita finanziata con i fondi del Psr.

Fin qui il riconoscimento degli organismi di consulenza. Di oggi, 30 dicembre 2020, la novità del bando relativo alla sottomisura 2.1 del Psr Sicilia 2014-2020 “Sostegno allo scopo di aiutare gli aventi diritto ad avvalersi dei servizi di consulenza”.

Una torta da 3 milioni di euro

La Regione ha messo sul piatto un budget di 3 milioni di euro per “permettere agli agricoltori di conoscere meglio il nesso esistente tra le pratiche agricole e la gestione delle aziende, ma anche le norme riguardanti l’ambiente, il cambiamento climatico, le buone condizioni agronomiche dei terreni, la sicurezza alimentare, la salute pubblica, la salute animale, la salute delle piante e il benessere degli animali”. Con questa somma verranno sostenuti al 100% i progetti di consulenza aziendale sia di base che specialistica con un massimale di 1500 euro per ciascuna azienda agricola assistita. Ciascun progetto di consulenza può essere finanziato fino a un massimo di 30 mila euro ma deve prevedere almeno 20 aziende beneficiarie della consulenza con un massimale di 10 aziende per addetto (un professionista iscritto all’albo professionale). Per concludere il progetto di consulenza ci sono al massimo 24 mesi di tempo che decorrono dalla data di notifica del decreto di concessione.

La torta verrà suddivisa in due parti uguali: una metà andrà ad organismi di consulenza pubblici (leggasi Ente di Sviluppo Agricolo) e l’altra metà a quelli privati. Le domande potranno essere presentate a partire dal 16 febbraio 2021 e non oltre il 16 aprile successivo.

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