Biologico, Pec-ultimatum sui premi bloccati. È rivolta contro Agea

Biologico, Pec-ultimatum sui premi bloccati. È rivolta contro Agea
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Un migliaio o forse più sono i destinatari in Sicilia di una Pec inviata da Agea che ha sollevato un vespaio di polemiche e ha fatto andare su tutte le furie sia i titolari delle aziende agricole che i loro consulenti tecnici. La nota, a firma di Francesco Martinelli, direttore dell’Ufficio Monocratico di Agea, riguarda le aziende in biologico che hanno partecipato al bando per la misura 11 del Psr Sicilia 2014-2020 ma non hanno ancora ricevuto il premio 2019. Motivo? Le solite anomalie informatiche bloccanti. Ma la cosa più assurda è che in molti casi si tratta di aziende che della misura del biologico, oltre a quella del 2019, aspettano di ricevere numerose annualità pregresse. 

Il tono della lettera è perentorio e tradotto in soldoni è il seguente: entro dieci giorni (in alcuni casi venti) l’azienda deve contestare (sempre via Pec) le non conformità tra lo stato di fatto e quanto rilevato da Agea; contestazioni che, in caso di mancata opposizione, determinerebbero in parte o in toto la decurtazione del premio richiesto. La lettera di riscontro, inoltre, va inviata oltre che ad Agea, anche all’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di competenza. 

Dopo anni di inspiegabile silenzio, insomma, adesso Agea si risveglia dal torpore e mette fretta a produttori e tecnici. Si deve far presto per correggere le anomalie determinate dal sistema informatico su cui non si investe abbastanza, e che, nonostante l’azione dei responsabili degli Ipa sollecitata dai consulenti aziendali, sono rimaste non corrette sulla piattaforma informatica. A complicare il tutto, poi, l’assenza di riscontro da parte dell’Ente pagatore nazionale nei confronti delle aziende, le quali hanno portato documenti e motivazioni nella vana speranza di correggere le anomalie e sbloccare così i pagamenti.

Ma come mai Agea ha deciso soltanto ora di mettere tanta fretta agli agricoltori? La risposta è semplice: non vuole incappare nella penalizzazione (-60% sulla quota comunitaria) che infliggerebbe la Direzione Agricoltura dell’Ue ai pagamenti effettuati tra il 15 ottobre e il 31 dicembre 2020, al di sopra della riserva del 5%.

E così spinge affinché tutti i procedimenti amministrativi e le connesse istruttorie regionali vengano completati al più presto dalle regioni, in modo da autorizzare su Sian gli elenchi di pagamento delle domande 2019 del biologico entro il 5 ottobre. In questa maniera potrà essere assicurato il finanziamento dei pagamenti entro il prossimo 15 ottobre.

La reazione dei consulenti aziendali è stata immediata. Dopo gli infruttuosi pellegrinaggi all’Ipa di riferimento per tentare di sanare le anomali bloccanti, la nota di Agea ha infatti il sapore amaro di una beffa. Sulla stessa barca gli agricoltori che, se non si opporranno alle contestazioni entro i termini indicati da Agea, vedranno archiviata la domanda di pagamento del premio.

In tutto questo pasticcio però, paradossalmente, c’è una nota positiva: ai sensi della legge n. 241/90, infatti, Agea dovrà finalmente rispondere alla richiesta di correzione dell’anomalia bloccante. E in caso di mancata o insoddisfacente risposta, il danneggiato potrà presentare ricorso citando in giudizio Agea per danni.

Insomma, perseverare nella politica del silenzio, ad Agea questa volta potrebbe costare molto caro.

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