Biologico, due anni in più di premi per i beneficiari del bando 2015
Due anni di premi in più per chi ha optato nel 2015 per il biologico, aderendo al bando della misura 11 – Operazione 11.2.1 “Pagamenti per il mantenimento dell’agricoltura biologica” del Psr Sicilia. Il quinquennio d’impegno scade proprio nel 2020, con le domande annuali di pagamento presentate per l’annualità 2019. Ora, chi vuole può decidere di mantenere in bio la propria azienda percependo il premio per altri due anni: la prosecuzione dell’impegno è infatti facoltativa.
Non un nuovo bando, ma un “invito” ad aderire
In Sicilia non era mai accaduta una cosa simile. Piuttosto che scegliere la via della prosecuzione, in passato s’era optato per il varo di un nuovo bando, destinato a chi intendeva mantenere la propria azienda nel regime di agricoltura biologica. Non a caso di bandi simili, infatti, ne sono stati pubblicati già due: il primo nel 2015, il secondo nel 2019.
E quello di oggi, allora? Sia chiaro, quello che si trova oggi sul sito del Dipartimento regionale agricoltura non è un bando. Si tratta infatti di un decreto dirigenziale, che fa riferimento a un bando già chiuso e per il quale sono stati già individuati i beneficiari.

60 milioni di euro in due anni
Nel decreto a firma del dirigente generale Dario Cartabellotta, non è indicato il plafond finanziario. Ma a rassicurare sulla “vil pecunia” ci pensa l’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera: «Attraverso questo prolungamento riusciamo a dare copertura, per i prossimi due anni, al mantenimento di buona parte delle superfici biologiche siciliane, pari a 130 mila ettari. Stiamo parlando di un importo di spesa che, nel quinquennio appena passato, è valso 160 milioni di euro, il che significa che per i prossimi due anni riusciremo ad assegnare alle aziende agricole siciliane una somma pari a 60 milioni di euro ad intero beneficio dell’agricoltura biologica siciliana».
I 60 milioni di euro non sono ancora in cassa, ma lo saranno presto grazie alla recente decisione della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo (che presto si tradurrà in regolamento) di rinviare di due anni la riforma della Pac e di estendere l’attuale programmazione dello sviluppo rurale al 31 dicembre 2022, con la possibilità di utilizzare le risorse attualmente a disposizione fino al 31 dicembre 2025.

Adesione semplificata
Come si fa ad aderire? Semplice. Basta presentare la domanda di conferma impegno per l’annualità 2020, che già da sola rappresenterà la precisa volontà di aderire al prolungamento di due anni degli impegni assunti per il quinquennio precedente. Con la stessa domanda si conferma l’obbligo ad attenersi a tutti i requisiti di ammissibilità previsti dalle disposizioni attuative del bando del 2015. E siccome si tratta di un prolungamento, le domande 2020 e 2021 verranno considerate a tutti gli effetti domande annuali di pagamento e quindi riconducibili, ai fini della rispettiva ammissibilità, alla superficie che è stata riconosciuta ammissibile nella domanda di sostegno annualità 2015. Chi presenta la domanda deve comunque sapere che contestualmente accetta la rimodulazione del sostegno che nel frattempo è intervenuta nel 2018.
Rispetto al 2015 cambiano gli importi dei premi
Ecco di seguito gli importi per ettaro di ciascuna coltura.
- Oleaginose, leguminose da granella ed allo stato fresco: 176;
- Cereali da granella: 144
- Foraggere: 168;
- Colture foraggere con allevamento zootecnico 2 Uba/Ha: 357;
- Pascoli con allevamento zootecnico 2 Uba/Ha: 210;
- Colture ortive: 600;
- Piante aromatiche officinali: 371;
- Agrumi: 850;
- Mandorlo, noce, nocciolo, carrubo, pistacchio: 603;
- Frassino da Manna: 499;
- Fruttiferi: 850;
- Uva da vino: 850;
- Olivo: 638
Per le colture arboree non ancora in produzione, in quanto di recente impianto o reinnesto, il premio sarà ridotto al 50% rispetto a quello della coltura corrispondente sino all’entrata in produzione.
Nel caso di foraggere e pascoli in presenza di allevamento zootecnico, i premi fanno riferimento carico di bestiame pari a 2 Uba/Ha calcolato prendendo in considerazione solamente la Sau aziendale interessata da foraggere e pascoli.
Per carichi inferiori i premi saranno calcolati proporzionalmente all’effettivo carico di Uba/Ha di Sau aziendale interessata da foraggere e pascoli al netto delle tare.
E ancora, se la densità di bestiame è inferiore a 0.4 Uba/Ha il metodo di zootecnia biologica dovrà essere applicato senza percepire alcun premio per l’attività di allevamento.
E se non si vuole proseguire nell’impegno? Niente di più semplice. La mancata presentazione della domanda verrà intesa come una rinunzia al proseguimento degli impegni per gli ulteriori due anni. Gli interessati, comunque, possono stare tranquilli: ciò non comporterà, il recupero di quanto percepito per l’originario periodo previsto nel bando 2015.

Ci sono alcune priorità
E se la dotazione non dovessero risultare sufficiente a coprire tutte le richieste? In questo caso, il decreto prevede quattro priorità. La precedenza spetterà alle aziende ubicate per almeno il 50% della Sau ammissibile nelle seguenti aree:
- zone Natura 2000 (Sic e Zps), parchi, riserve e parchi archeologici;
- aree a rischio di erosione e/o desertificazione;
- zone vulnerabili ai nitrati;
- aree sensibili definite dal Piano di Tutela delle Acque.
Conduzione dei fondi: in emergenza autodichiarazioni invece di atti
E ancora. Per qualcuno dei beneficiari potrebbe essere in scadenza il contratto in base al quale conduce i terreni oggetto dell’impegno. Qualora per via delle limitazioni imposte dall’emergenza Coronavirus, non fosse possibile procedere alla stesura, sottoscrizione e registrazione di atti tra i privati relativi ai titoli di conduzione delle superfici agricole, è sufficiente presentare un’apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Sarà così possibile l’aggiornamento del fascicolo aziendale propedeutico alla presentazione delle domande di aiuto.
Questa procedura è stata messa in campo anche per altre situazioni analoghe, ma nelle disposizioni è precisato che, al termine del periodo di emergenza, le autodichiarazioni dovranno essere regolarizzate con la presentazione dell’idoneo titolo giuridico di conduzione delle superfici, secondo la disciplina prevista dall’Agea.
Possibile anche il subentro, sia per l’annualità 2020 che per l’annualità 2021. Basterà che il nuovo beneficiario rispetti la continuità dei requisiti di ammissibilità già prescritti dalle disposizioni attuative del bando 2015 – misura 11, relativi al quinquennio.
Direbbe mister Trapattoni: Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco
Fin qui, dunque, le procedure. Ma tra atti, impegni e subentri nel provvedimento si chiarisce anche l’ambito di responsabilità entro in quale si intende operare. Un ambito che la Regione puntualizza senza mezzi termini: il decreto recita infatti con chiarezza che “l’adesione da parte dei beneficiari al prolungamento per due anni degli impegni assunti con il bando 2015, non determina alcune assunzione di impegni da parte della Regione siciliana fino all’approvazione di eventuali rimodulazioni finanziarie del Programma o all’approvazione del quadro normativo relativo alla disponibilità della dotazione finanziaria del ciclo di Programmazione 2021/2027”. La prudenza non è mai troppa, insomma. Anche se in tempi di emergenza Coronavirus, questa apertura della Ue sulla Pac, che di fatto allungherebbe di due anni il Psr, appare il minimo sindacale.
© Copyright 2020 – Tutti i diritti riservati Sicilia Verde Magazine
