Al via il corso sulla Blockchain applicata alla filiera agrumicola

Al via il corso sulla Blockchain applicata alla filiera agrumicola
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Potrà la Blockchain dare vantaggi, e quali, alla filiera agrumicola? Gli allievi del corso “Blockchain – Come creare un passaporto digitale per la filiera agrumicola” promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation, lo scopriranno dopo avere sviscerato l’argomento e scoperto i segreti della nuova tecnologia digitale utilizzabile per la tracciabilità e la certificazione di qualsiasi tipo di prodotto reale o virtuale.

Il corso, il secondo dei due percorsi formativi avviati nell’ambito del progetto Social Farming 3, ha preso il via oggi, in modalità Fad (Formazione a distanza). È gratuito, si sviluppa in 40 ore di lezione e viene realizzato con la collaborazione della Fondazione Quadrans che promuove la Quadrans Foodchain, una blockchain pubblica e open source. 

Il corso è rivolto a soggetti deboli sul mercato del lavoro, giovani, donne, disoccupati, ma anche a tecnici e operatori del comparto. In 135, da tutta la Sicilia e da tutta Italia, in qualche caso anche dall’estero, hanno fatto richiesta di iscrizione, in 57 hanno preso parte alla prima “lezione” sulla piattaforma GoToMeeting.

«Una partecipazione che ci fa senz’altro piacere – ha detto Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, aprendo la prima lezione del corso in modalità Fas – nonostante l’emergenza Coronavirus ci abbia costretti ad adottare solo la modalità a distanza per l’erogazione del corso. L’emergenza, in ogni caso, non ha fermato il progetto Social Farming, ci siamo adeguati alle disposizioni di legge, organizzandoci per erogare il corso a distanza, grazie al supporto di Arces e Quadrans. Oggi un corso sulla tracciabilità è quanto mai attuale, i consumatori chiedono sempre più informazioni e noi vogliamo valutare l’applicabilità della tecnologia Blockchain alla filiera agrumicola, che già vede la presenza di Dop, Igp, certificazioni biologiche, sia per il fresco sia per il trasformato. Fondamentale è capire se e come utilizzare questa tecnologia senza creare ulteriori appesantimenti agli adempimenti a cui le imprese sono già obbligate». Durante lo svolgimento del corso sono previsti anche due seminari di approfondimento aperti agli imprenditori della filiera agrumicola.

A seguire il saluto di Giuseppe Rallo, direttore generale di Arces. «Questa modalità di erogazione della didattica a distanza – ha detto Rallo – apre uno scenario nuovo, sicuramente positivo che utilizzeremo anche in futuro». Poi l’introduzione di Dario Costanzo, project manager di Arces che ha riepilogato la cronologia del corso: «Questa fase di lezioni teoriche, 40 ore di lezione Fad, si concluderà il 22 maggio – ha detto Costanzo – e poi è prevista una fase pratica-laboratoriale. La faremo in aula reale e non virtuale, se le misure di prevenzione ce lo permetteranno, altrimenti troveremo altre modalità».

Quindi Marco Vitale, chairman di Fondazione Quadrans, ha spiegato la struttura del corso, «modulato in tre macro aree, nozioni di base, applicazioni in campo agroalimentare, parte applicativa della Blockchain». Quindi il via alla prima lezioni, introduttiva tenuta da Marco Crotta, Co-Founder e Blockchain Expert a Bcademy Milano, che ha cominciato a illustrare i vari «concetti che compongono il “puzzle” della tecnologia Blockchain». Tra i vari moduli del corso, inoltre, Carmelo Pulvino, presidente dell’associazione Società Diaita per gli stili di vita – organizzatrice a Palermo della seconda conferenza mondiale sulla rivitalizzazione della dieta mediterranea e coordinatore del Living Lab sulla filiera cerealicola Cum Grano Salus – affronterà i temi “Tracciabilità di dati e prodotti” e “Vantaggi aziendali”; Luigi Gabriele, Public Affairs Specialist ed Exponential Technologies Entusiast di Adiconsum nazionale, inoltre, approfondirà “Vantaggi e protezione dei consumatori”. Tutte le lezioni saranno registrate e resteranno disponibili agli iscritti al corso per una visione successiva.

Il corso avviato oggi in modalità “Fad” è il secondo percorso formativo avviato dal progetto Social Farming 3. Il primo a partire è stato il corso sul turismo relazione integrato “Le Vie della Zagara”, per il quale è stata svolta tutta l’attività di didattica teorica ed è stata avviata la parte pratica in azienda, interrotta a causa dell’emergenza coronavirus.

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