Blockchain e turismo relazionale nel Social Farming 3 del Distretto Agrumi di Sicilia

Blockchain e turismo relazionale nel Social Farming 3 del Distretto Agrumi di Sicilia

Con la blockchain il futuro è già qui: una certificazione digitale può dimostrare identità, provenienza e provare che nessuna contraffazione è stata realizzata dal campo alla tavola.

Il passaporto digitale sarà alla portata di ciascun consumatore. Basterà inquadrare un codice QR e si aprirà un mondo: chi l’ha prodotto e dove, chi e dove è stato condizionato e come e quando è arrivato nel mercato di destinazione. Insomma la filiera sarà tracciata dall’inizio alla fine e sarà veramente difficile mettere in atto contraffazioni che danneggiano produttore e consumatore e che, nel caso del made in Italy, sottraggono ricchezza per ben 65 miliardi di euro. 

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La prova di come la tecnologia blockchain può applicarsi anche a un prodotto agricolo è stata data stamane nella sede del Consorzio del Mandarino Tardivo di Ciaculli. Qui, durante la presentazione della terza edizione Social Farming, il progetto realizzato dal Distretto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation,  Marco Vitale, ceo di Foodchain, ha illustrato un’ipotesi di applicazione pratica della blockchain alla filiera del mandarino Tardivo di Ciaculli, che com’è noto è un presidio Slow Food.

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Il sistema di certificazione che potrebbe aiutare a rendere superflui molti passaggi burocratici, è basato su una piattaforma gestionale in cui ciascun utente (produttore, trasportatore, centro di condizionamento e stoccaggio, punto vendita, ecc.) viene profilato e deve immettere i dati relativi al lotto di produzione. Questi confluiscono immediatamente in un registro digitale immodificabile che “racconta” come il prodotto si è mosso lungo la filiera. 

Lo stabilimento del Consorzio del Tardivo di Ciaculli

La tecnologia necessita, ovviamente, di competenza degli operatori e di una infrastruttura digitale anche minima. Per fare viaggiare dati “semplici”, infatti, non serve il 4G, ma basta un collegamento “Hdge”. Il tutto poi è implementabile con i sistemi adottati dall’agricoltura di precisione, con le immagini da satellite e i dati raccolti automaticamente dai device montati sui mezzi di trasporto.

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«L’applicazione della blockchain ai prodotti agricoli sta muovendo adesso i primi passi e per questo il Distretto Agrumi di Sicilia intende valutarne vantaggi ed eventuali criticità insieme alle aziende che producono e commercializzano gli agrumi oltre che a sceglierlo come oggetto di un corso di formazione inserito tra le attività della terza edizione di Social Farming», ha spiegato il presidente Federica Argentati.

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da sx: Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, Giuseppe Rallo direttore di Alta Scuola Arces e Cristina Camilli di Coca-Cola Italia

In Social Farming 3 è inserito anche un altro corso di formazione (anche questo rivolto giovani, donne, soggetti svantaggiati sul mercato del lavoro) intitolato “Le Vie della Zagara” e finalizzato alla costruzione di itinerari di viaggio fra gli agrumeti siciliani nell’ottica del turismo relazionale integrato e della multifunzionalità dell’azienda agrumicola.

Nel progetto del Distretto Agrumi e Alta Scuola Arces anche un seminario (“Uso delle risorse idriche in agrumicoltura”) aperto a tutti e una visita di studio in Tunisia riservata agli imprenditori della filiera. 

Per accedere ai corsi di formazione – totalmente gratuiti – i bandi di selezione sono pubblicati on line sul sito del Distretto Agrumi di Sicilia.

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