Operai agricoli e autonomi, ecco come chiedere all’Inps i 600 euro di bonus

Operai agricoli e autonomi, ecco come chiedere all’Inps i 600 euro di bonus
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Da lunedì 30 marzo sarà disponibile sul sito internet dell’Inps (www.inps.it) la procedura online da utilizzare per richiedere il bonus di solidarietà di 600 euro previsto dal governo per gli operai agricoli a tempo determinato e per i coltivatori diretti, i coloni e i mezzadri, nell’ambito degli interventi varati per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Per richiedere l’indennità bisogna, quindi, aspettare ancora qualche giorno ma è stato anticipato dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che per i bonus sul sito dell’Istituto verrà attivata una «procedura semplificata con un Pin semplificato». Comunque nessuna paura: non ci sarà alcun temuto “click day”, operazione che in passato ha portato al fallimento di iniziative analoghe per via del sovraffollamento di accessi e del sovraccarico dei server. L’Inps aprirà una procedura telematica che durerà alcuni giorni e che consentirà a tutti di inviare la domanda. Sul sito dell’Inps c’è il messaggio n. 1288 del 20 marzo e in una comunicazione in evidenza sulla homepage è scritto chiaramente: Non c’è nessun click day, inteso come finestra dentro la quale si possono fare domande di prestazioni. Le domande saranno aperte a tutti e ci sarà un giorno di inizio, con un click. Su questa formula, che sarà spiegata meglio a tutti gli utenti, c’è stato purtroppo un grande fraintendimento”. Ma vediamo in dettaglio chi sono coloro che possono accedere a questa “indennità di solidarietà”.

Per la categoria degli operai agricoli a tempo determinato, il decreto “Cura Italia” ha portato il bonus da 500 euro a 600 euro netti, indennità che “non concorre alla formazione del reddito”. Inoltre sono state ammesse al bonus anche altre figure, quelle ricadenti nella categoria dei lavoratori autonomi titolari di partita Iva. Per il settore agricolo, in questa categoria ricadono, come detto sopra, coltivatori diretti, coloni e mezzadri.

Ma andiamo con ordine. Per gli operai agricoli a tempo determinato che possono accedere al bonus, restano confermati i due requisiti già richiesti nel precedente decreto: 1) non si deve essere titolari di pensione né, ovviamente, essere sotto contratto; 2) bisogna avere effettuato nel 2019 almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo. L’indennità verra erogata per il mese di marzo, anche se il governo si è già impegnato ad erogarla anche per aprile. C’è da ricordare, poi, che questa indennità di solidarietà non è cumulabile nel caso in cui il soggetto faccia anche altri lavori ovvero percepisca il reddito di cittadinanza.

Primi chiarimenti anche per la categoria dei lavoratori autonomi. A potere accedere al bonus sono i coltivatori diretti, coloni e mezzadri iscritti alla Gestione separata dell’Inps. Questi soggetti non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.

Analoga richiesta possono avanzare i liberi professionisti con regolare partita Iva attiva al 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione separata dell’Inps. Anche per loro vale il ritiro che non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria. Quest’ultima è stata una delle norme più dibattute, visto che praticamente tutte le professioni hanno una propria cassa previdenziale. Nel caso del settore agricolo, ad oggi i liberi professionisti, come i dottori agronomi o i dottori forestali versano i contributi alla propria cassa previdenziale di settore, l’Epap. Analogamente, periti agrari e agrotecnici versano all’Enpaia. Stando al decreto, tutti questi non avrebbero diritto al bonus di 600 euro. Per loro è stato istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza il cui accesso, tuttavia, deve ancora essere normato e che comunque sarà riservato solo a quei professionisti che nel 2019 hanno dichiarato un reddito non superiore ai 10mila euro.

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