Vittoria, crisi dei fiori. I produttori: “Distruggerli? No, meglio donarli”

Vittoria, crisi dei fiori. I produttori: “Distruggerli? No, meglio donarli”
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Peccato che tanta bellezza venga distrutta e il lavoro di tante persone venga vanificato. Questo avranno pensato gli amministratori de La Mediterranea, l’azienda florovivaistica di Acate, alla vista dei loro fiori destinati alla distruzione a causa della mancanza di mercato.

E così, insieme all’associazione siciliana dei florovivaisti, e grazie alla collaborazione dei commercianti di Vittoria, hanno preso una decisione: piuttosto che fresarli, meglio regalarli. Li hanno messi a disposizione di tutti davanti ai negozi di generi alimentari e davanti le edicole, affinché ognuno possa prenderne un mazzo e abbellire la propria casa.

fiori in regalo a Vittoria davanti a una macelleria

L’iniziativa non è stata pianificata a tavolino, e del resto sarebbe stato impossibile farlo visto l’imprevedibilità di quanto sta accadendo. Ma in termini di marketing e di ritorno di immagine, è degna del miglior creativo, visto il risalto mediatico che ha finora riscosso. «Non ho mai pensato che un gesto naturale come quello di regalare i nostri fiori già pronti per il mercato e che avremmo dovuto comunque distruggere, avesse mai potuto dare alla nostra azienda tanta visibilità», afferma sorpresa Paola Gurrieri comproprietaria de La Mediterranea, l’azienda floricola di Acate che conduce insieme ai fratelli Franco e Piero.

La notizia del gesto generoso – messo in atto, tiene a sottolineare Paola Gurrieri, «nel pieno rispetto delle restrizioni agli spostamenti decise dal governo nazionale» – è arrivata al ministro Teresa Bellanova che ha chiamato in azienda per complimentarsi e ringraziare.

Ma al di là del plauso, l’esponente del governo ha voluto soprattutto esprimere vicinanza, solidarietà e attenzione a un comparto agricolo che oggi sta pagando un prezzo altissimo all’emergenza Coronavirus. Con la sua telefonata, Bellanova ha anche risposto ad una accorata lettera-appello scritta di getto e di “pancia” dall’imprenditrice vittoriese, che insieme ai fratelli e grazie al lavoro di 140 dipendenti nei cento ettari di serre, produce crisantemo programmato a ciclo continuo.

Nel Ragusano gli imprenditori florovivaistici confidano nella dichiarazione dello stato di crisi per potere ottenere un minimo di ristoro delle pesantissime perdite. «Abbiamo già quantificato il danno e segnalato la situazione all’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Ragusa», racconta Silvana Gagliano titolare dell’azienda Mediflor di Contrada Boscorinelli ad Acate.

I crisantemi in produzione alla Mediflor

È un vero peccato: il 2020 sarebbe stato un anno da ricordare per la redditività aziendale. Prima che scoppiasse l’emergenza Coronavirus e il mercato dei fiori crollasse, i prezzi erano insolitamente alti e i costi del riscaldamento delle serre, grazie a un inverno davvero clemente, avevano fatto registrare un calo importante. Adesso, al danno economico immediato della mancata vendita (a cui si aggiungono i costi per lo smaltimento del prodotto invenduto), tra i floricoltori che lavorano a “ciclo continuo” serpeggia una sorta di smarrimento, un’incertezza totale rispetto a come programmare in futuro le produzioni. «Nel caso del crisantemo, dall’impianto alla raccolta passano tre mesi», spiega Silvana Gagliano. «Quindi – prosegue – come si fa oggi a decidere se mettere in produzione una serra che si libera, se non sappiamo quando questa emergenza finirà? Ci basta già il danno subito. Non possiamo sostenere altri costi per una produzione che non sappiamo se potrà trovare sbocco sul mercato».

Passano tre mesi dalla messa a dimora della piantina alla raccolta del fiore

E anche se l’emergenza finisse presto, c’è poi un’altra incognita: chi può dire quanto influirà lo shock economico provocato dall’emergenza Coronavirus, sui consumi di un prodotto considerato voluttuario come i fiori recisi e i vasi fioriti?

Della pesantissima situazione del comparto florivivaistico, per la verità, il ministro si era già fatta carico scrivendo ai suoi colleghi di governo e al premier Conte.“Vi scrivo – si legge nella nota del ministro inviata qualche giorno fa – per segnalarvi le difficoltà di uno dei comparti agricoli nei quali stiamo registrando il più alto livello di danni: quello del florovivaismo. Si tratta di un settore che in Italia conta oltre 24mila imprese, con oltre 2,5 miliardi di fatturato e migliaia di lavoratori”. “Oggi – continua il ministro nella sua missiva – è completamente fermo, come purtroppo numerose altre attività. Come Ministero interverremo con gli strumenti per agevolare il credito e con le garanzie Ismea rafforzate col decreto Cura Italia. Ma non è sufficiente”.

“Mi preme sottolineare – aggiunge il ministro Bellanova – che parliamo di un prodotto deperibile, già programmato e che avrebbe un costo di smaltimento imputato a carico delle aziende e dei consorzi che già oggi sono in difficoltà. Per questo vi chiedo di attivare insieme un’azione straordinaria, con un intervento risarcitorio per imprese che segnalano già una perdita di reddito che va oltre i 250 milioni di euro”.

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