Dl Salva-economia 2, sussidio di 500 euro in forse per agronomi e forestali
Potrebbero rivelarsi un buco nell’acqua per i professionisti agronomi e forestali, i provvedimenti previsti dal secondo Decreto Salva-economia che tra qualche ora dovrebbe essere varato dal governo Conte. La riunione del Consiglio dei ministri, convocata per le ore 10 di questa mattina, prevede l’approvazione di un intervento legislativo contenente una serie di misure a sostegno di famiglie, imprese e lavoratori, pubblici o privati, single o genitori, autonomi, collaboratori coordinati e continuativi oppure dipendenti, oltre al differimento di adempimenti e versamenti per i contribuenti. Il tutto, tradotto termini economici, prevede un intervento complessivo quantificabile in 20 miliardi di euro. Le misure per rinviare le scadenze fiscali – a partire già da quella prevista per oggi, 16 marzo – avranno ovviamente efficacia retroattiva. Analoga cosa per le scadenze fiscali di domani, come ad esempio il saldo Iva.

Ma a parte il differimento di queste scadenze, che vale per tutti e quindi anche per agronomi e dottori forestali, gli interventi a sostegno del reddito per i professionisti, secondo alcune indiscrezioni, continuerebbero a riguardare soltanto i lavoratori autonomi inquadrati negli elenchi dell’Inps. Intervento, questo, che escluderebbe dall’indennità di 500 euro mensile (per un massimo di tre mesi e parametrata all’effettivo periodo di sospensione dell’attività) gli iscritti alle altre Casse di previdenza professionali, tra cui l’Epap, a cui devono aderire agronomi, geologi, attuari e chimici.
Già nei giorni scorsi, aveva lanciato l’allarme Alberto Oliveti, presidente dell’Adepp, l’associazione che riunisce gli enti previdenziali privati. Oliveti in una lettera aveva chiesto al Governo la modifica urgente al Decreto legge 9/2020 sul Coronavirus che ha introdotto l’indennità mensile esentasse di 500 euro mensili a favore dei lavoratori autonomi e liberi professionisti. Il provvedimento – aveva denunciato il presidente dell’Adepp – aveva “escluso inspiegabilmente i liberi professionisti iscritti agli enti di previdenza privati”. “Limitare l’indennizzo ai soli lavoratori iscritti all’Inps – spiegava nella lettera Oliveti – è discriminatorio, poiché le risorse provengono dal Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, che è finanziato con risorse pubbliche e dunque derivanti anche dalle tasse pagate dai liberi professionisti e dalle stesse Casse previdenziali private”.

Non è ancora chiaro, adesso, se con il nuovo Decreto che verrà approvato tra qualche ora il Governo fare marcia indietro e darà il via libera anche ai professionisti iscritti a casse previdenziali diverse dall’Inps. La cosa tra l’altro riguarda un numero consistente di figure professionali, che vanno dai medici agli ingegneri, dai giornalisti agli avvocati. Tutte professioni che in questo periodo stanno vivendo momenti particolari, con studi chiusi e attività bloccata.
Tra gli interventi previsti dal nuovo Decreto, lo stop alle rate dei prestiti, con una moratoria sulle linee di credito delle Pmi e delle micro-imprese colpite dagli effetti delle misure anti-Covid-19, che facciano richiesta alla banca o altro intermediario finanziario che ha concesso il credito, con garanzia pubblica al 33%; la sospensione dei termini per gli adempimenti e di taluni versamenti previsti nel mese di marzo.
Per quanto riguarda i versamenti dei titolari di partita Iva, la bozza del decreto legge stabilisce delle specifiche previsioni per sostenere quelli di minori dimensioni, individuati in base ai ricavi o ai compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente, per i quali le vigenti misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19 hanno determinato maggiore incidenza sulla liquidità. Per questi soggetti, si legge nella relazione tecnica della bozza, “è consentito di non procedere ai versamenti, in scadenza nel mese di marzo, relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, alle trattenute dell’addizionale regionale e comunale, all’imposta sul valore aggiunto e ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’assicurazione obbligatoria”.
