Sicily Camp, a Ragusa l’orticoltura del futuro è già realtà
RAGUSA – Dalla gestione intelligente dell’acqua agli smart glasses per l’assistenza tecnica da remoto, passando per idroponica, agrivoltaico e agricoltura biologica. Sono questi alcuni dei temi che hanno animato il Sicily Camp, la tre giorni dedicata alla transizione ecologica e digitale dell’orticoltura mediterranea che si è conclusa a Ragusa con il workshop internazionale “Co-design of technological solutions for sustainable horticulture in the Mediterranean region”.
Innovazione, sostenibilità e cooperazione internazionale al centro del progetto Protechmed
L’iniziativa rientra nelle attività del progetto europeo Protechmed (Promoting Innovative Solutions for the Technological Transition of the Mediterranean Horticultural Sector) e ha coinvolto partner istituzionali, università, imprese e stakeholder provenienti da Italia, Grecia, Tunisia, Turchia, Libano e Malta. Un’occasione di confronto che ha trasformato la Sicilia sud-orientale in un laboratorio internazionale dedicato all’agricoltura del futuro.
Le eccellenze del distretto orticolo ragusano
Le prime due giornate del Sicily Camp sono state dedicate alle visite tecniche nelle aziende del territorio che stanno sperimentando nuove soluzioni per aumentare la sostenibilità e l’efficienza delle produzioni.
Il tour è partito dalla serra aeroponica della Moncada OP di Ispica, sviluppata nell’ambito del progetto Intesa, e dall’azienda Causarano di Donnalucata, dove i partecipanti hanno potuto osservare applicazioni avanzate di sensori e sistemi Internet of Things (IoT) per il monitoraggio delle colture.
L’obiettivo è stato quello di mostrare concretamente come la digitalizzazione possa migliorare la gestione delle serre, ottimizzare l’utilizzo delle risorse e supportare le decisioni agronomiche attraverso dati raccolti e analizzati in tempo reale.
Debutto ufficiale per gli smart glasses “Agrovision”
Tra le innovazioni che hanno suscitato maggiore interesse figura Agrovision, il sistema sviluppato da Svi.Med. che utilizza smart glasses collegati a una piattaforma digitale per il monitoraggio delle colture.
Grazie ai sensori installati nelle serre, vengono raccolti dati relativi a temperatura, umidità, irrigazione e altri parametri agronomici. Le informazioni vengono elaborate da una piattaforma software e visualizzate direttamente sugli occhiali intelligenti indossati dall’operatore.

Il sistema consente inoltre l’assistenza tecnica a distanza. Agronomi e tecnici possono collegarsi in tempo reale, osservare ciò che accade in serra e fornire indicazioni operative senza essere fisicamente presenti sul posto. La piattaforma permette anche sessioni multiutente, traduzione automatica tra lingue diverse e generazione di report digitali completi di immagini e annotazioni. Una tecnologia che punta a rendere più rapida l’individuazione di eventuali criticità fitosanitarie e a migliorare la gestione delle colture protette.
Dall’idroponica all’agrivoltaico
Le visite sono proseguite a Vittoria presso l’azienda Isolagrande, specializzata nelle coltivazioni idroponiche, e successivamente nell’area di Punta Braccetto, dove i partecipanti hanno approfondito le potenzialità delle serre agrivoltaiche sviluppate da Serra Archimede Regran.
L’ultima tappa è stata l’azienda Alba Bio, realtà impegnata nella produzione biologica. Un percorso che ha permesso alle delegazioni internazionali di confrontarsi con modelli produttivi differenti ma accomunati dall’obiettivo di ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza e diminuire l’impatto ambientale delle attività agricole.
Dal confronto alle soluzioni concrete
La giornata conclusiva si è svolta presso l’Aula Magna del Consorzio Universitario di Ragusa Ibla con un workshop dedicato alla co-progettazione di soluzioni innovative per l’orticoltura mediterranea.

Dopo una sessione dedicata alle buone pratiche aziendali e agli incontri B2B, i partecipanti hanno affrontato temi strategici come la gestione dell’acqua e dei nutrienti, l’efficienza energetica, le piattaforme IoT e DSS, la difesa integrata e l’economia circolare.
Attraverso la metodologia del Living Lab, i rappresentanti dei diversi Paesi sono stati suddivisi in gruppi di lavoro per elaborare raccomandazioni operative e progetti pilota. Tra i focus affrontati figurano la digitalizzazione delle serre, i sistemi fuori suolo, le vertical farm, la gestione intelligente dell’irrigazione e l’ottimizzazione della nutrizione delle colture.
Una rete mediterranea per affrontare le sfide climatiche
Uno degli aspetti più apprezzati del Sicily Camp è stato il confronto diretto tra aziende, ricercatori e professionisti. Gli incontri bilaterali hanno infatti favorito il trasferimento di competenze e la nascita di nuove collaborazioni internazionali.
Al centro del dibattito sono emerse due priorità sempre più strategiche per il comparto: aumentare le performance produttive e ridurre gli sprechi, obiettivi indispensabili per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e garantire un uso più efficiente delle risorse naturali.
Il progetto ha inoltre rafforzato il dialogo tra università, imprese, istituzioni pubbliche e società civile, creando le basi per sviluppare percorsi di innovazione condivisi e replicabili in tutto il bacino del Mediterraneo. Il progetto ha attivato un gruppo Telegram che continuerà ad alimentare una rete di attori interessati alle tematiche trattate dal progetto https://t.me/protechmed_livlab/1
Per il distretto orticolo della Sicilia sud-orientale si tratta di un importante riconoscimento del ruolo che il territorio sta assumendo come laboratorio d’eccellenza per l’agricoltura sostenibile e digitale del futuro.
