Italia Bio, piano formativo per la rete dei tecnici del biologico
CANICATTÌ (AG) – Formare competenze, costruire futuro, rendere il biologico sempre più professionale. Con questo obiettivo Italia Bio ha presentato a Canicattì il Piano dell’Offerta Formativa 2025/2026 e la nuova rete nazionale degli istituti agrari dedicata alla formazione in agricoltura biologica.
La presentazione si è svolta presso l’IISS “Galileo Galilei” di Canicattì, istituto capofila per la Sicilia, alla presenza della dirigente scolastica Alessia Guccione, del presidente nazionale di Italia Bio Lillo Alaimo Di Loro, del referente per la formazione bio Vincenzo Guarneri e di una delegazione di formatori.
Il progetto nasce dalla firma dei protocolli di collaborazione scuola-territorio tra Italia Bio e numerosi istituti agrari italiani, con l’obiettivo di diffondere la cultura del biologico, trasferire competenze operative e creare una nuova generazione di tecnici agricoli specializzati.

«La risposta delle scuole agrarie italiane – ha dichiarato Di Loro – dimostra la crescente attenzione verso l’agricoltura biologica e i suoi valori: qualità dei consumi, tutela degli ecosistemi e rispetto della natura». Un percorso che, come ha sottolineato la dirigente Guccione, intercetta anche i nuovi fabbisogni formativi previsti dai programmi ministeriali per gli istituti agrari.
La rete è già nazionale e coinvolge scuole in Sicilia, Lazio, Abruzzo, Umbria, Veneto, Campania, Calabria, Sardegna, Lombardia e Puglia, creando un sistema formativo diffuso che mette il biologico al centro dell’istruzione tecnica agraria.
Cuore del progetto è il nuovo Programma dell’Offerta Formativa (POF) di Italia Bio che, inserito nel più ampio progetto “Bio-ConvItalia – Biologico Conviviale Italiano” finanziato dal Masaf, è articolato in tre corsi specialistici da 15 ore ciascuno, attivati in dieci regioni e rivolti a studenti, tecnici e operatori delle aziende biologiche:
- approccio olistico all’azienda agricola biologica,
- gestione delle colture in biologico,
- multifunzionalità, filiera corta ed economia territoriale.
I corsi combinano lezioni in aula e giornate di campo presso aziende biologiche del territorio, con docenti qualificati e un modello didattico orientato alla pratica.
Non solo formazione, ma anche lavoro: i partecipanti entreranno in contatto con il network nazionale di consulenza tecnica di Italia Bio, aprendo concrete opportunità professionali in uno dei settori a più alta crescita dell’agricoltura italiana.
«Questo progetto – ha concluso Di Loro – rafforza la competitività delle competenze e delle imprese bio, costruendo un’agricoltura più sostenibile, innovativa e radicata nei territori».
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