Ciclone Harry, per l’agricoltura siciliana comincia la conta dei danni

Ciclone Harry, per l’agricoltura siciliana comincia la conta dei danni

Il ciclone Harry ha colpito pesantemente le zone costiere, ma non ha certo risparmiato l’entroterra. Ne sanno qualcosa gli agricoltori – molti dei quali di ritorno da Strasburgo dove erano andati a manifestare lo scorso 20 gennaio per convincere l’europarlamento a votare contro la ratifica dell’accordo di libero scambio con i paesi del Mercosur – che si sono trovati davanti a un vero e proprio disastro.

Coldiretti aveva lanciato l’allarme già mentre Harry soffiava venti mai visti negli ultimi 25 anni. Il maltempo ha flagellato le aziende agricole in tutta la Sicilia: gravissimi i danni alla viabilità interna e alle coperture dei fabbricati rurali che sono state portate via dal vento.

«Le perdite ammontano a svariati milioni di euro solo nella provincia di Catania. Capannoni e strutture aziendali sono stati divelti, le campagne sono allagate e le colture gravemente danneggiate», afferma Giosuè Catania, presidente di Cia Sicilia orientale che chiede alla Regione l’immediata attivazione di misure di emergenza per sostenere gli agricoltori della piana di Catania duramente colpiti. 

La drammatica fotografia della situazione nella piana di Catania la rende il racconto di Giosuè Arcoria, presidente della Confagricoltura etnea: «L’esondazione del Dittaino ha messo in ginocchio le colture della piana: ci sono agrumeti sommersi dall’acqua e campi di grano duro seminati da poco dove non crescerà nulla per quest’anno». E fin qui i danni provocati dall’acqua. Poi ci sono quelli del vento. «Molte arance che erano pronte per la raccolta – spiega Arcoria – sono finite a terra, mentre quelle rimaste sugli alberi presentano microlesioni provocate dallo strofinio con i rami agitati dal fortissimo vento. Queste microlesioni nella migliore delle ipotesi deprezzeranno il prodotto. Ma non solo. Possono essere la via d’ingresso per i marciumi che renderanno i frutti poco serbevoli e non commercializzabili».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *