Ciclone Harry, vento senza precedenti negli ultimi 25 anni

Ciclone Harry, vento senza precedenti negli ultimi 25 anni

Il ciclone mediterraneo Harry non è stato “uno dei tanti”. I numeri parlano chiaro e raccontano un evento destinato a restare negli annali della climatologia siciliana e, soprattutto, nella memoria del mondo agricolo dell’Isola.

Secondo l’analisi del Sias – Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano, la giornata del 20 gennaio è risultata la più ventosa in assoluto dell’intera serie storica 2002-2026, superando anche il famigerato ciclone Athos del 2012, ricordato per i danni ingenti all’agricoltura siciliana e in particolare nella fascia trasformata.

Ma Harry è stato davvero così eccezionale? Guardando alle serie di dati della rete Sias, composta da 96 stazioni anemometriche diffuse sul territorio regionale, la risposta è sì, anche se con alcune precisazioni. Solo cinque stazioni hanno registrato il superamento del proprio record di raffica massima a 2 metri dal suolo: Calascibetta (29,6 m/s), Corleone (24,2 m/s), Castelvetrano (20,5 m/s), Sclafani Bagni (20,4 m/s) e Canicattì (20,3 m/s). La raffica più intensa, 36,0 m/s, è stata rilevata a Novara di Sicilia, un valore comunque inferiore al picco assoluto di 52,2 m/s registrato nel novembre 2019.

Ma fermarsi alle raffiche massime rischia di non cogliere la vera portata dell’evento. I picchi estremi, infatti – fanno osservare i tecnici del Sias – sono spesso legati a fenomeni localizzati o a forte attività convettiva, che in questo caso è stata relativamente limitata. Ciò che ha reso il ciclone Harry davvero straordinario è un altro dato: la persistenza del vento. Analizzando la velocità media giornaliera, ben 15 stazioni hanno superato il precedente record della propria serie storica.

Ancora più significativo è il valore della media regionale delle velocità del vento, pari a 5,43 m/s, calcolata nonostante l’assenza dei dati di due stazioni notoriamente molto ventose, ovvero Salemi e Linguaglossa Etna Nord (quest’ultima riferiscono al Sias bloccata dal ghiaccio sul sensore). Un valore che proietta la giornata del 20 gennaio in cima alla classifica degli eventi più ventosi degli ultimi 25 anni in Sicilia.

Questo aspetto che ha reso il ciclone Harry differente dai precedenti deve fare riflettere perchè potrebbe avere importanti conseguenze sull’agricoltura siciliana e sulle scelte che in futuro dovranno fare i produttori. Non si è trattato di un vento estremo confinato a singole aree o versanti, ma di un fenomeno diffuso su tutto il territorio regionale, seppur in modo disomogeneo, e attivo praticamente per l’intera giornata. Una condizione che amplifica gli effetti sulle colture, sulle strutture agricole, sui frutteti, sugli agrumeti e sulle serre, già messe alla prova da un clima sempre più instabile.

Un altro elemento da non sottovalutare è la durata complessiva dell’evento: anche il 19 gennaio, primo giorno di attività del ciclone Harry, rientra tra gli otto eventi più ventosi dell’intera serie storica. Un segnale chiaro che conferma come l’eccezionalità non risieda solo nell’intensità, ma nella continuità dell’azione del vento e nella durata dell’evento.

Il quadro che emerge invita a una riflessione più ampia. Molti dei principali eventi di vento intenso registrati in Sicilia negli ultimi anni non sono necessariamente legati a cicloni mediterranei, ma risultano comunque sempre più frequenti. Mancano, è vero, dati omogenei per i decenni precedenti al 2000, ma con le informazioni oggi disponibili, il ciclone Harry rappresenta un unicum degli ultimi 25 anni.

Per il settore agricolo siciliano, leggere correttamente questi dati significa prepararsi meglio al futuro: perché eventi come il ciclone Harry non sono più solo anomalie statistiche, ma segnali concreti di una nuova normalità climatica con cui fare i conti.

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