Pnrr e recupero del patrimonio rurale: centinaia di progetti a rischio
La tutela e la valorizzazione del patrimonio rurale siciliano sono a rischio a causa dei ritardi nell’attuazione dei finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). In Sicilia sono oltre 500 i progetti che rischiano di non essere completati entro la scadenza fissata per il 30 dicembre prossimo, mettendo in pericolo oltre 70 milioni di euro destinati alla Sicilia.
Allarme sul recupero del patrimonio rurale
A lanciare l’allarme è Adriano Varrica, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione urgente all’Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. Secondo Varrica, la situazione è critica. Su 545 progetti ammessi al finanziamento, infatti, solo una cinquantina hanno ricevuto l’anticipazione economica necessaria per l’avvio dei lavori. La scadenza per il completamento delle opere è fissata al 30 dicembre 2024, e considerando che i beneficiari attendono le risorse dalla fine del 2022, di fatto è molto improbabile che il completamento dei lavori possa avvenire nei tempi previsti.
I progetti finanziati dal Pnrr
Il Ministero della Cultura, con decreto del 18 marzo 2022, ha assegnato alla Regione Siciliana 76 milioni di euro (poi ridotti a 73 milioni) nell’ambito della Misura 2 del Pnrr. Questi fondi sono destinati a finanziare interventi per il recupero di insediamenti agricoli e fabbricati rurali storici, la riqualificazione di manufatti ed elementi tipici dell’architettura rurale e la protezione di colture agricole di interesse storico.
Richiesta di intervento del governo regionale
Viste le reali criticità di questa misura, Varrica chiede al governo Schifani di chiarirne molti aspetti. Il primo è lo stato di avanzamento dei progetti finanziati e quanti progetti hanno ricevuto un’anticipazione finanziaria. Poi in ordine, quanti progetti hanno registrato una rinuncia formale. E in ultimo, ma non in ordine di importanza, le misure che la Regione intende adottare per scongiurare la perdita dei fondi.
Inoltre, viene sollecitato un confronto con il governo nazionale per ottenere una proroga dei termini, evitando così lo spreco di fondi pubblici e il mancato recupero di un patrimonio storico di inestimabile valore.
Il ritardo nell’attuazione dei finanziamenti Pnrr rischia, dunque, di compromettere il recupero dell’architettura rurale siciliana. È essenziale che le istituzioni si attivino rapidamente per garantire l’utilizzo delle risorse e salvaguardare il patrimonio storico e paesaggistico dell’isola. Il futuro delle aree rurali siciliane dipende dalla capacità di accelerare i processi burocratici e ottenere soluzioni concrete nei tempi previsti.
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Misura 2 del Pnrr. quando arrivano le risposte ed in particolare le anticipazioni con fidejussione già agli atti e la necessaria proroga di fine lavori ?
Si rovinano aziende e famiglie, si aspetta da due anni, vergogna………………….