La Sicilia è wine destination, pronte le aziende di Assovini
Degustazioni, corsi di cucina, ristorazione, itinerari sportivi, percorsi enoturistici, wine experience. L’offerta enoturistica degli associati Assovini Sicilia presentata a Valladolid in Spagna, nel corso della Fine – Fiera Internazionale dell’Enoturismo, si esprime per grandi numeri: già l’84.8% delle aziende aderenti ad Assovini Sicilia che in totale sono un centinaio, ha già implementato servizi nel campo dell’accoglienza e ospitalità.
Il dato è sicuramente vero ma non collima con quello in possesso dell’Amministrazione regionale che nell’elenco aggiornato al 31 gennaio 2025 e pubblicato sul sito del Dipartimento regionale Agricoltura ne riporta solo 5. Una per ciascuna delle seguenti province: Agrigento, Messina, Palermo, Ragusa e Trapani. E tutte le altre? «Finora non pervenute», afferma Onofrio Mastrangelo che all’Assessorato Regionale Agricoltura si occupa di aggiornare gli elenchi delle aziende che praticano la multifunzionalità, ovvero agriturismo, fattorie didattiche, enoturismo. Corto circuito comunicativo? Ignoranza delle più recenti disposizioni? Scarsa pubblicità al nuovo adempimento? Non si sa. Sta di fatto che del decreto del 12 febbraio 2024 con cui è stato adottato lo schema di Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per l’esercizio dell’attività di enoturismo, forse molti sconoscono l’esistenza. O forse pensano che avere già trasmesso la Scia al Comune di appartenenza abbia esaurito l’adempimento. Nel medesimo documento, infatti, viene disposto che le aziende agricole debbano trasmettere al Dipartimento Agricoltura – Servizio 3 – Multifunzionalità e Diversificazione in Agricoltura, copia della Scia, completa degli allegati, già inviata al Comune competente per territorio.
Al fine di ridurre gli adempimenti a carico delle aziende, si sarebbe potuto tentare di dare questo incarico alle amministrazioni comunali, ma tant’è. Sta di fatto che in sede di prima applicazione del decreto regionale, che a sua volta discende dalla norma nazionale, a rispondere all’appello per l’inserimento nell’”Elenco regionale delle aziende agricole che esercitano l’attività di Enoturismo” sono state solo cinque aziende.
Ma nonostante questo disallineamento di dati, Assovini procede spedita. Non a caso ha scelto di partecipare alla sesta edizione del Wine Tourism Expo che si conferma un evento strategico per i professionisti del settore e un’occasione di confronto attraverso conferenze, tavole rotonde, workshop dove analizzare i diversi modelli di marketing e le storie di successo sviluppate da cantine e territori in diversi paesi. Perchè Assovini Sicilia, oltre alla valorizzazione della produzione di qualità delle cantine associate, punta alla promozione delle wine destination come patrimonio integrato all’offerta turistica e culturale e come volano per l’economia dell’isola.
Per le cento cantine di Assovini Sicilia, l’enoturismo rappresenta una delle espressioni più autentiche dell’unione tra passione per il vino e la scoperta del territorio. Secondo il Report 2024 di Assovini Sicilia, curato dall’Università di Messina, l’84.8% delle imprese associate ha già implementato servizi enoturistici nella propria azienda. I dati confermano che l’enoturismo nelle imprese vitivinicole di Assovini si estende oltre la semplice degustazione di vini, includendo strutture ricettive, per offrire così un’immersione completa nel territorio e un’offerta variegata e diversificata.
Completano l’offerta enoturistica le diverse wine experience. Con il 91% che offre visite guidate della cantina e del processo produttivo, il visitatore ha la possibilità di conoscere realmente il ciclo di vita, dalla vigna alla tavola. Il wine trekking è invece proposto dal 30% delle imprese: è un modo per connettere l’enoturista alla natura e al terroir, per creare un rapporto autentico con le risorse del luogo. Il 15% permette inoltre agli enoturisti di partecipare alla vendemmia, offrendo loro la possibilità di riscoprire le pratiche enologiche più antiche e tradizionali.
Ma non finisce qui. L’impegno delle imprese vitivinicole di Assovini si pone come obiettivo anche quello del legame con la tradizione enogastronomica e con la cultura. Lo confermano i dati del Report: il 26% delle aziende offre corsi di cucina per sperimentare la gastronomia regionale, nell’ottica della sostenibilità e della tutela della biodiversità, mentre il 46% promuove concerti ed eventi culturali in cantina.
Infine, il 10,9% ha un ristorante all’interno della cantina e il 19,6% dispone di una struttura ricettiva come camere o wine resort. «Oggi, l’enoturismo delle aziende siciliane non ha solo l’obiettivo di integrare gli introiti e di aumentare la conoscenza del marchio, ma soprattutto di promuovere una sana cultura del vino e di creare un’esperienza memorabile per il cliente – commenta Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia. «Si tratta di un’opportunità unica per la Sicilia – continua – e un’occasione per condividere la nostra offerta enoturistica che non si limita solo alla degustazione ma è integrata nel territorio coinvolgendo diversi elementi come la cultura, la gastronomia e la natura. Il vino, per la sua capacità simbolica e di sintesi, rivela la sua unicità nel narrare territori, storia, persone, diventando ambasciatore dei luoghi».
