Cereali, ci si riprova: in Sicilia nasce un nuovo distretto produttivo

Cereali, ci si riprova: in Sicilia nasce un nuovo distretto produttivo

La sede legale è ad Assoro, in provincia di Enna, nel cuore della Sicilia dove la coltura dei cereali è predominante, ma anche l’unica possibile. Esattamente nell’area industriale dove ci sono anche importanti realtà che si occupano della trasformazione dei cereali siciliani. È il “Distretto Produttivo Cereali Sicilia” che è stato recentemente riconosciuto con il decreto firmato dall’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo e che ha posto i propri uffici operativi a Palermo (via Libertà 203), nell’edificio dove ha sede il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore.

Il secondo tentativo

Si tratta del secondo tentativo di aggregare la filiera dei cereali in uno strumento capace di pensare lo sviluppo del comparto in una logica di rete, intercettando, se e quando possibile, anche finanziamenti pubblici. Sostituisce di fatto il primo distretto dei cereali riconosciuto in Sicilia che si chiamava “Distretto Unico Regionale Cereali SWB” e che ottenne il riconoscimento nel 2008 poi rinnovato nel 2011 e successivamente prorogato fino al 2016. Gran parte dei soggetti che avevano aderito al primo sono passati nel secondo. Del resto non poteva essere altrimenti: le norme, infatti, non consentono la coesistenza di più soggetti riconosciuti operanti nel medesimo comparto produttivo e nel medesimo ambito territoriale.

Il nuovo distretto ha redatto uno specifico accordo di programma che si propone di promuovere, sostenere e favorire le iniziative tese a rafforzare l’aggregazione, la competitività, l’innovazione e l’internazionalizzazione. Ad affiancare e sostenere le aziende nella realizzazione dell’accordo di programma il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, la Sosvima spa e il Gal Isc delle Madonie.

I protagonisti del Distretto Cereali Sicilia

Il distretto coinvolge 65 aziende della filiera cerealicola siciliana, per un totale di 461 addetti e un fatturato globale di circa 170 milioni di euro. Presenti diverse aziende leader del comparto cerealicolo regionale. A far da “collante” il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, anch’esso da considerarsi soggetto leader, espressione del comparto ricerca regionale, presente con le proprie pubblicazioni nella letteratura scientifica internazionale e punto di riferimento in specifici processi di valorizzazione della filiera regionale dei cereali (commissione sementi grani antichi, comitato tecnico scientifico marchio Qualità Sicura, solo per citarne alcuni). Un ruolo che da soggetto “terzo”, privo di interessi economici nel comparto, ma anche dotato di buona reputazione e rapporti “scientifici” consolidati con gran parte delle strutture aderenti, riesce a svolgere con relativa facilità.

Tra le aziende che hanno avuto accesso troviamo anche la coop Pro.Bio.Si, con sede legale a Castellana Sicula, che tra l’altro è capofila del progetto Circe, finanziato dal Gal Isc Madonie, progetto che punta a generare una carta di identità genetica dei grani antichi siciliani.

Dopo il riconoscimento, l’elezione degli organismi del distretto

Giuseppe Russo, ricercatore del Consorzio Gian Pietro Ballatore, che si è già tanto speso per la costituzione del Distretto e ha firmato la domanda di riconoscimento come rappresentante del distretto è il presidente in pectore. Per il sugello del voto si aspetta solo l’insedimento degli organismi. La governance del distretto verrà esercitata da un comitato direttivo composto da dieci soggetti, ciascuno presente in rappresentanza delle diverse categorie aderenti, ovvero la produzione primaria (agricoltori), lo stoccaggio, la molitura artigianale, quella industriale, i sementieri, i pastai (sia della pasta fresca artigianale che della pasta secca), i produttori di pasta secca industriali e quelli artiginali, i produttori di prodotti da forno e i commercianti di pasta all’ingrosso.

«Il Distretto Cereali Sicilia sarà inclusivo nei confronti di tutti i soggetti che operano a vario titolo all’interno della filiera e per la filiera e che chiederanno di aderire. A chiunque voglia fare parte del distretto chiediamo, comunque, di condividere sinceramente la carta dei valori del grano siciliano a cui stiamo già lavorando in maniera collettiva con tutti gli attori presenti nel distretto», dice Giuseppe Russo.

«La strada tracciata dal Gal Madonie – afferma il presidente del Gal Madonie, Francesco Migliazzo – indica nell’aggregazione e nell’innovazione le uniche due strade da percorrere, per far sì che questo importante settore dell’economia riesca a garantire un’adeguata remunerazione alle imprese agricole e ai tanti giovani che, sempre di più, decidono di investire il loro tempo e le loro competenze in agricoltura. La nostra presenza nel Distretto – conclude Migliazzo – è la logica conseguenza di quanto da tempo pratichiamo e predichiamo. Il Distretto, infatti, servirà a promuovere, sostenere e favorire le iniziative tese a rafforzare l’aggregazione, la competitività, l’innovazione, l’internazionalizzazione».

A che serve il distretto?

Lo strumento del distretto servirà a promuovere, sostenere e favorire le iniziative tese a rafforzare l’aggregazione, la competitività, l’innovazione, l’internazionalizzazione, la creazione di nuova e migliore occupazione e la crescita delle imprese che operano nel settore, la valorizzazione territoriale e l’affermazione del brand “Sicilia” e contestualmente valorizzare le produzioni certificate della filiera (biologica, grani antichi, tracciabilità, Dop, Qualità Sicura garantita dalla Regione Siciliana. ecc…).

Tra le prime azioni che il Distretto Cereali di Sicilia si è prefissato di realizzare c’è il riconoscimento del marchio Dop per la pasta di grano duro siciliano.

«La filiera cerealicola è da sempre espressione importante della produttività regionale – afferma l’assessore Tamajo – ma purtroppo negli ultimi anni si assiste a segnali preoccupanti in relazione alla contrazione del numero dei pastifici industriali e alla nostra capacità di sostenere percorsi di promozione e valorizzazione dei prodotti derivati dal grano siciliano, come i nostri sfarinati e i nostri prodotti da forno. Il riconoscimento del Distretto Cereali Sicilia ci consentirа di potere sostenere meglio processi di valorizzazione per questi prodotti, coniugando innovazione e tradizione, coinvolgendo tutti i segmenti della filiera: dalle produzioni artigianali a quelle industriali, con l’obiettivo di tutelare quelle di qualità».

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